Bretella Cisterna-Valmontone, costi raddoppiati e proteste: 1,3 miliardi per 33 chilometri di strada

Salvini - Cisterna-Valmontone

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Arriva la Bretella Cisterna-Valmontone, davvero tutti contenti? Dopo un’attesa di 25 anni e costi lievitati che neanche il miglior pane o la pizza più buona del mondo, ieri gli annunci strombazzanti, ridondanti e in pompa magna. Tutti a prendersi meriti. Ma quanto costa, in soldi e consumi, questa strada? 

La bretella Cisterna-Valmontone torna al centro della scena con l’annuncio dell’avvio delle gare per i lavori. Si parla ancora una volta di opera strategicasviluppo per il Laziosvolta per i collegamenti. E, manco a dirlo, una sfilata di politici pronti a intestarsi il risultato. Fuori dalle prime pagine dei giornali, però, si respira un’altra aria. E comitati, ambientalisti e agricoltori ricordano un’altra storia: 1,3 miliardi di euro79 ettari di terreno consumati, migliaia di aziende agricole coinvolte e il timore che la nuova infrastruttura finisca per spostare il traffico senza risolverlo. Questa strada servirà davvero o sarà l’ennesima opera discussa costruita a colpi di annunci?

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Un progetto lungo 33 chilometri e costato il doppio

Il progetto della Cisterna-Valmontone prevede un tracciato di circa 33 chilometri destinato a collegare la SS 148 Pontina con l’autostrada A1 Milano-Napoli, creando un asse trasversale tra l’Agro Pontino e l’entroterra. Il conto economico racconta però un’altra parte della vicenda. Quando l’opera venne progettata, il costo stimato era di 645 milioni di euro. Con il passare degli anni la cifra è salita fino a 1,2 miliardi, per arrivare oggi a 1,3 miliardi. In pratica, circa 41 milioni di euro per ogni chilometro di strada. Un bel po’ di soldi, se ci si pensa bene, soprattutto rispetto a quanto sarebbe dovuta costare all’inizio.

Il tracciato prevede 18 viadotti4 gallerie, cavalcavia e nuovi svincoli. Un’infrastruttura imponente, finanziata in gran parte dallo Stato, con una partecipazione della Regione Lazio di circa 100 milioni di euro.

Gli annunci della politica: “Opera strategica per il Lazio”

La presentazione ufficiale si è svolta al teatro D’Annunzio di Latina, dove il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il commissario di governo Antonio Mallamo hanno illustrato l’avvio delle procedure di gara. Secondo il governatore Rocca, la nuova strada rappresenta «un’infrastruttura strategica che cambierà i collegamenti del sud del Lazio», frutto di un lavoro che avrebbe permesso di recuperare anni di ritardi.

Sulla stessa linea l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, che ha parlato di un progetto capace di collegare in modo diretto la provincia di Latina con la rete autostradale nazionale, garantendo, secondo la Regione, un impatto ambientale contenuto.

Le critiche: “Devastazione ambientale e traffico su gomma”

La narrazione cambia radicalmente se si ascoltano i comitati contrari all’opera, in particolare il Comitato No Corridoio Roma-Latina e il Comitato No Bretella Cisterna-Valmontone. Secondo gli attivisti, la nuova infrastruttura rappresenta soprattutto un’enorme spinta al traffico su gomma e un pesante consumo di suolo agricolo. I numeri citati dai comitati parlano di circa 4.000 aziende agricole coinvolte dagli espropri e di 1.700 posti di lavoro a rischio nel settore. L’impatto ambientale non sarebbe secondario. Il tracciato, sostengono gli oppositori, potrebbe interferire con aree di pregio come il monumento naturale del lago di Giulianello e con il monumento ai martiri di Pratolungo.

“L’occasione è stata propizia per rilanciare con energia la nostra ferma opposizione ed eco-resistenza contro il progetto della autostrada a pedaggio Roma-Latina“, affermano dal Comitato. Per i comitati, trasformare il collegamento in autostrada a pedaggio significherebbe imporre ai pendolari circa 10 euro al giorno tra andata e ritorno, senza risolvere il vero problema: l’imbuto di traffico all’ingresso della Capitale.

La loro intenzione è quella, risaputa, di mettere in sicurezza la Pontina. “L’autostrada non risolverà il problema dell’ingresso a Roma – sostengono – occorre risolvere il problema con la intermodalità ferroviaria con il treno-tram complanare alla Pontina, che potrà ridurre il traffico su gomma, l’inquinamento, i costi e i tempi di percorrenza”.

Il confronto con la Regione

Il tema è arrivato anche sul tavolo della politica regionale. Nei giorni scorsi il portavoce dei comitati, Gualtiero Alunni, ha avuto un primo confronto con il presidente Francesco Rocca. L’incontro è stato rapido, ma si è chiuso con l’impegno a un nuovo appuntamento in Regione per discutere le ragioni dell’opposizione al progetto e le possibili alternative infrastrutturali.

Nel frattempo la macchina amministrativa è partita. Le gare per la realizzazione della bretella sono in avvio e, se il cronoprogramma verrà rispettato, i cantieri potrebbero aprire nei prossimi anni. Con una certezza: sulla Cisterna-Valmontone la battaglia politica e ambientale è appena cominciata. E probabilmente durerà ancora a lungo quanto l’attesa che ha preceduto l’opera.