Britney Spears vende tutto il suo catalogo musicale: accordo da 200 milioni e addio definitivo alle canzoni
Britney Spears ha chiuso con la musica. E lo ha fatto nel modo più netto possibile: vendendo i diritti dell’intero catalogo musicale. Una scelta, sia dal punto di vista economico sia simbolico, che segna un altro punto fermo nella nuova vita dell’ex principessa del pop. Un affare che, secondo fonti vicine al dossier, si aggira intorno ai 200 milioni di dollari. Una cifra che la colloca nella stessa partita giocata da Justin Bieber, Bob Dylan e Bruce Springsteen.
Un affare da 200 milioni: cosa comprende l’accordo
La firma risale al 30 dicembre. Britney, oggi 44 anni, avrebbe ceduto la propria quota di proprietà delle canzoni che hanno definito un’epoca. Dentro ci sono titoli che hanno segnato la cultura pop globale: “…Baby One More Time”, “Oops!… I Did It Again”, “Toxic”, “Gimme More”, “Womanizer”, “Stronger”, “Circus” e molti altri. Brani che continuano a generare flussi costanti tra streaming, sincronizzazioni e licensing. L’importo ufficiale non compare nei documenti legali, ma le fonti parlano di un’operazione “di riferimento”, in linea con i grandi deal che negli ultimi anni stanno ridisegnando il mercato dei cataloghi musicali. Primary Wave, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni. Anche l’entourage della cantante mantiene il riserbo, cosi come la stessa Britney Spears.
Questa vendita arriva dopo anni complessi, segnati dalla lunga conservatorship che ha inciso sulla vita personale e professionale dell’artista. Un capitolo chiuso nel 2021, ma che ha lasciato tracce profonde nel rapporto tra Britney e l’industria discografica. Nel gennaio 2024 la cantante aveva dichiarato che non sarebbe tornata a fare musica. “Non tornerò mai più nell’industria musicale”, aveva affermato. Parole che oggi trovano una conferma definitiva. L’ultimo progetto resta il duetto del 2022 con Elton John. Oggi la scelta sembra coerente: capitalizzare il passato, senza promettere un futuro in studio.
Un trend globale: perché le star vendono i cataloghi
Quello di Britney Spears non è un caso isolato. Negli ultimi anni la vendita dei diritti musicali è diventata una strategia diffusa tra le grandi star. Oltre a Justin Bieber, hanno ceduto tutto o parte delle loro opere artisti come Bruce Springsteen, Bob Dylan, Paul Simon, Neil Young, Shakira, Sting e Stevie Nicks. Quest’ultima aveva già venduto l’80% del suo catalogo proprio a Primary Wave per circa 100 milioni di dollari. Il motivo è semplice: i cataloghi sono asset solidi, con rendimenti prevedibili. Tra piattaforme streaming, colonne sonore, pubblicità e social network, le hit del passato valgono più che mai. Per gli investitori sono miniere. Per gli artisti, una liquidità immediata che riduce il rischio futuro.
Britney Spears si inserisce così in un trend ormai consolidato, ma lo fa con una forza narrativa diversa: la sua non è solo una mossa finanziaria, è una presa di distanza definitiva da un passato ingombrante. E mentre Primary Wave incassa uno dei cataloghi più riconoscibili della storia del pop, Britney Spears chiude un capitolo senza lasciare spiragli. La sua musica resta. Lei, almeno per ora, no.