Silvio Moret trovato morto nell’Aniene: il giallo del furgone contromano e le ultime ore dell’imprenditore di Frascati

Silvio Moret

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Non è Alessandro Giannetti. Il corpo recuperato martedì mattina nel fiume Aniene tra via Salaria e via Torre Salaria è di Silvio Moret, l’imprenditore 72enne di Frascati scomparso dal 14 febbraio. Due settimane di silenzio, poi il ritrovamento. Resta il mistero su cosa sia accaduto davvero.

Il ritrovamento nel fiume Aniene

Il cadavere è affiorato durante un intervento di pulizia del fiume. Erano circa le 8 quando un operaio ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, con i sommozzatori e il nucleo fluviale, insieme alla Polizia di Stato e alla Scientifica. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione. È rimasto in acqua oltre due settimane. L’identificazione è arrivata poco dopo, ed è stata la moglie a riconoscerlo.

Moret, residente a Frascati, si era allontanato il 14 febbraio per recarsi a Roma per lavoro. Da quel momento, il silenzio. Il giorno successivo il suo Fiat Ducato bianco è stato trovato nel Parco delle Valli, tra Montesacro e Conca d’Oro. Il motore era ancora acceso. All’interno c’erano effetti personali: portafogliotelefono, un giubbotto. Di lui, nessuna traccia. Fino a martedì. L’uomo era alto un metro e ottantacinque, occhi grigi, capelli brizzolati. Indossava un maglione azzurro, pantaloni scuri e scarpe antinfortunistiche. Elementi che hanno aiutato nel riconoscimento.

Chi era Silvio Moret e cosa è successo dopo il 14 febbraio

Moret lavorava con diversi supermercati di Roma. Era uscito di casa per una giornata di lavoro nella Capitale. Non è più rientrato. La moglie lo ha sentito intorno alle 17.55: le ha detto che si trovava sulla Salaria, diretto verso casa. Poco dopo, però, lo stesso furgone bianco è stato visto sfrecciare contromano sulla via Flaminia. Le immagini delle telecamere e la segnalazione di un automobilista, che ha fornito la targa alla polizia, hanno confermato il passaggio anomalo del mezzo. Poi il buio.

Il giorno dopo la scomparsa, il Fiat Ducato bianco è stato trovato nel Parco delle Valli, in zona Conca d’Oro. Il motore era ancora acceso. All’interno c’era un primo cellulare. Un secondo telefono è stato rinvenuto poco distante dal mezzo, forse caduto mentre Moret si allontanava. A rispondere alle chiamate della moglie è stato un passante, che ha spiegato di aver contattato un nipote per consegnare il dispositivo, nonostante l’invito della donna a portarlo subito alla polizia.

Stava tornando a casa: malore o altro?

Moret gestiva un’azienda strutturata, con crediti e debiti come molte imprese, ma, secondo chi lo conosceva, nulla che potesse far pensare a un gesto volontario. Negli ultimi giorni aveva lamentato un forte dolore alle gambe, tanto da non riuscire a dormire. Per il resto, la vita scorreva regolare. Stava rientrando a Frascati. Poi qualcosa è cambiato. È stato un malore? Un disorientamento improvviso? O c’è altro che ancora non è emerso? L’autopsia e gli accertamenti dovranno ricostruire il percorso che lo ha portato fino al fiume.

Il caso Alessandro Giannetti: ricerche ancora in corso

Nelle prime ore si è pensato che quel corpo potesse essere di Alessandro Giannetti, il 31enne di Tivoli scomparso l’8 febbraio. Le ricerche, però, non si fermano. L’auto di Giannetti è stata recuperata il 18 febbraio proprio dall’Aniene, nel territorio di Tivoli. L’abitacolo era vuoto. Da allora i vigili del fuoco hanno scandagliato il fiume per giorni, anche con il maltempo. Il ritrovamento di martedì ha escluso un’identificazione, ma non ha chiuso l’altra vicenda. Restano due storie che si sono incrociate nello stesso fiume. Una ha trovato una risposta. L’altra no.