Calcio, il presidente Rocca: “Lotito contro tutto il centrodestra? Con le sue baracconate, si è cacciato lui in questa situazione”
Francesco Rocca rompe pubblicamente con Claudio Lotito perché, a suo giudizio, il presidente della Lazio avrebbe oltrepassato il limite nel rapporto con i tifosi, perdendo non soltanto gli ultrà ma anche le famiglie che per anni hanno riempito lo stadio Olimpico. Il presidente della Regione Lazio usa parole durissime, pur separando nettamente la protesta sportiva dall’inchiesta giudiziaria sulle presunte pressioni per la vendita della società.
«Si è cacciato da solo in questa situazione»
Intervistato dal Corriere della Sera, Rocca evita di esprimere giudizi sull’indagine e invita ad attendere gli sviluppi. Sul piano politico e sportivo, però, non fa sconti. Ricorda che Silvio Berlusconi candidò Lotito anche per la sua capacità di raccogliere consensi come presidente della Lazio, ma aggiunge che sarebbero state proprio le sue «baracconate» a condurlo nell’attuale isolamento. Per Rocca è soprattutto «un problema di postura»: un presidente, sostiene, non può rivolgersi così alla propria gente.
La frattura con il popolo biancoceleste
Il punto centrale dell’attacco riguarda il rapporto tra Lotito e i sostenitori. Rocca richiama lo stadio quasi vuoto degli ultimi mesi come immagine della distanza ormai scavata tra la società e una parte consistente del pubblico. Non presenta numeri ufficiali sulle presenze, ma offre una valutazione politica netta: la contestazione non riguarderebbe più soltanto le frange organizzate. «Questa volta hai perso le famiglie intere», racconta di aver detto al presidente biancoceleste.
«All’Olimpico non torno»
Rocca rivendica la propria storia di tifoso laziale e ricorda Lazio-Vicenza del 21 giugno 1987, decisa dal gol di Giuliano Fiorini all’82esimo minuto. Una partita rimasta nella memoria collettiva del popolo biancoceleste. Proprio per questo il presidente della Regione annuncia una scelta personale pesante: non tornerà all’Olimpico finché non ci sarà, parole sue, «una proprietà che ci rispetti». Con Lotito, aggiunge, i rapporti sarebbero interrotti dallo scorso maggio.
La condanna senza esitazioni delle minacce
La durezza dello scontro non impedisce a Rocca di fissare un confine invalicabile. Il presidente della Regione condanna le minacce e qualsiasi forma di violenza denunciata da Lotito, respingendo soprattutto gli attacchi rivolti ai suoi familiari. La contestazione, chiarisce in sostanza, può essere feroce ma non deve trasformarsi in intimidazione personale. Una posizione che tiene distinti il dissenso dei tifosi e gli episodi sui quali dovrà fare luce la magistratura.
Uno scontro che entra nella politica
Rocca respinge infine l’idea che la sua presa di posizione possa trasformarsi in un problema con l’elettorato romanista. Rivendica l’impegno della Regione anche sul progetto dello stadio della Roma e il rispetto sempre manifestato verso la Curva Sud. Ma l’affondo contro Lotito resta destinato a pesare anche nel centrodestra: non parla soltanto un tifoso deluso, ma il presidente della Regione contro un senatore di Forza Italia. E la battuta conclusiva fotografa la rottura: «A dargli consigli si rischia di finire indagati».