Campidoglio a caccia di capitali: Gualtieri nomina un super consulente. Roma cerca investitori ma solo a fine mandato

Il Campidoglio, con sopra nuvole nere

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Roma cerca capitali. E Roberto Gualtieri cerca chi possa aprire porte che, evidentemente, il Campidoglio da solo non riesce ad aprire. A un anno scarso dalla partita elettorale del 2027, il sindaco nomina Giuseppe Cornetto Bourlot come super consulente gratuito per attrarre investimenti, mecenati, sponsor, fondazioni e grandi soggetti privati. Una mossa pesante. Non tecnica. Politica.

Chi è il super consulente

Cornetto Bourlot non è un nome qualunque. Romano, classe 1960, imprenditore e finanziere, formazione Luiss e passaggi internazionali, si muove da anni tra finanza, industria, editoria, immobiliare e cultura. È un profilo da relazioni alte, da salotti economici, da circuiti che contano. Il suo compito sarà affiancare Gualtieri nello sviluppo economico della Capitale, nella promozione del mecenatismo e nella costruzione di partenariati pubblico-privati.

Cosa farà davvero

La missione è semplice da dire e politicamente enorme: aiutare Roma a vendersi meglio. Cultura, periferie, sport, patrimonio pubblico, grandi progetti, fundraising. Tutto ciò che può trasformarsi in investimento privato passa potenzialmente da questa nuova cabina fiduciaria del sindaco. L’incarico sarebbe gratuito e temporaneo, quindi senza costo diretto per le casse comunali. Ma gratuito non significa irrilevante. Anzi: proprio perché fiduciario, il ruolo pesa eccome.

L’atto fantasma sul sito del Comune

C’è però un punto che stride. L’incarico, almeno nelle pagine consultabili e indicizzate del sito di Roma Capitale, non si trova. Non emerge come delibera di Giunta, non appare rintracciabile come atto pubblico completo, non offre subito ai cittadini numero, data, protocollo, contenuto integrale, curriculum allegato e dichiarazioni. Eppure la notizia è stata insolitamente anticipata sulle colonne de La Repubblica. Un modo di fare inaccettabile: prima la stampa amica, poi — forse — la trasparenza istituzionale.

La macchina c’era già

Ed è qui che la storia diventa ancora più scivolosa. Roma non partiva da zero. Aveva già uffici, direzioni, assessorati, fondazioni e strumenti pensati per attrarre investimenti, promuovere il brand internazionale della città e costruire rapporti con imprese e grandi player. Nel programma di Gualtieri c’era già l’idea di una struttura dedicata agli investitori. Poi è arrivata anche Roma & Partners, nata proprio per rafforzare l’attrattività della Capitale.

Perché solo adesso?

La domanda, allora, è inevitabile: perché ora? Se la macchina esisteva, ha funzionato? Se ha funzionato, perché serve un super consulente accanto al sindaco? Se non ha funzionato, chi ne risponde politicamente? Dopo Pnrr, Giubileo e cantieri, Roma entra nella fase più delicata: quella in cui finiranno i soldi straordinari e resterà da dimostrare se la città sa attirare capitali veri. Gualtieri sembra averlo capito. Ma tardi.

La mossa verso il 2027

La nomina di Cornetto Bourlot racconta molto più di un incarico gratuito. Racconta un Campidoglio che vuole passare dalla narrazione dei cantieri alla narrazione degli investimenti. Gualtieri prova a presentarsi come il sindaco capace di rimettere Roma nel circuito delle capitali globali. Ma il rovescio della medaglia è pesante: se per farlo serve un uomo esterno, chiamato quasi a fine mandato, allora la domanda resta tutta in piedi.

Il nodo politico

Gualtieri non scopre oggi che Roma ha bisogno di capitali e relazioni. Lo sapeva quando si è candidato. Lo ha scritto nel programma. Lo ha ripetuto in questi anni. Oggi però sceglie una scorciatoia fiduciaria: un super consulente accanto al sindaco, mentre l’atto non si trova chiaramente sul sito del Comune e la notizia passa prima dai giornali. Può essere una mossa utile. Ma sul piano politico apre una crepa: se Roma aveva già una ‘macchina’ per attrarre investimenti, perché il sindaco ha dovuto chiamare il suo uomo dei capitali?