Campidoglio verso Tokyo, spesa già a 63mila €: ma chi parte resta un mistero
Roma torna in Giappone a fine settembre per il Tourism Expo Japan e il perimetro delle spese finora emerse supera già i 63mila euro, mentre resta ancora da capire se Roberto Gualtieri salirà davvero sull’aereo e, soprattutto, chi potrebbe accompagnarlo. La fiera è in programma al Tokyo Big Sight dal 24 al 27 settembre, quattro giorni tra operatori turistici, stampa e pubblico internazionale.
Tokyo, il conto conosciuto arriva a 63.546 euro
Le carte consentono già di ricostruire un primo conto: 50mila euro è il valore della procedura di Roma Capitale per 35 metri quadrati di area espositiva nella collettiva ENIT e la partecipazione al Workshop Giappone. Altri 4mila euro sono previsti per due addetti all’accoglienza con conoscenza di giapponese e inglese.
A questi si aggiungono 9.046,90 euro per volo e pernottamento della trasferta collegata alla manifestazione e altri 500 euro per materiale promozionale. Il primo importo è certificato dalla banca dati ANAC: l’affidamento riguarda espressamente volo e soggiorno a Tokyo ed è stato aggiudicato per 9.046,90 euro.
Il perimetro economico finora quantificabile arriva dunque a 63.546,90 euro. Con una precisazione necessaria: i 50mila e i 4mila euro rappresentano i valori delle procedure individuate, mentre i 9.046,90 euro risultano un’effettiva aggiudicazione.
Quattro giorni di fiera, ma il viaggio può essere più lungo
Il Tourism Expo aprirà giovedì 24 settembre e si chiuderà domenica 27. I primi due giorni saranno dedicati soprattutto a operatori e stampa, gli ultimi due anche al pubblico.
Quello che ancora non sappiamo è però altrettanto interessante. Gli atti pubblicamente disponibili non consentono di stabilire quanti siano i viaggiatori compresi nel pacchetto da 9.046,90 euro, quante notti siano state prenotate e quali siano le date effettive di partenza e ritorno.
E soprattutto non sono ancora emersi eventuali costi di missione riconducibili direttamente alla componente politica: voli, pernottamenti, diarie e trasferimenti di sindaco, assessori o altri amministratori, ammesso che partano.
Gualtieri e … per ora nessuna conferma
Ed è proprio qui che comincia il totonomi. L’evento rientra pienamente nella materia del turismo capitolino, ma non si sa se un assessore andrà con il primo cittadino.
Alla data di oggi 8 settembre non risultano comunicazioni ufficiali che confermino un membro della Giunta Gualtieri a Tokyo, a cominciare proprio da Gualtieri.
Il sindaco, dunque, non può ancora essere inserito nella delegazione come presenza certa. E proprio l’assenza, a poco più di due settimane dall’evento, di un elenco pubblico dei rappresentanti politici destinati alla trasferta lascia aperta la domanda: chi partirà davvero?
L’ombra di Osaka, il precedente che fece discutere
Il confronto corre inevitabilmente all’Expo di Osaka 2025. Fu Il Nuovo 7 Colli ad aprire già nell’agosto dello scorso anno il caso giornalistico sui costi e sulla composizione della missione, ricostruendo anche della possibile presenza di Acea e del suo amministratore delegato Fabrizio Palermo.
Successivamente Roma confermò ufficialmente la presenza di Gualtieri e indicò nella propria delegazione anche Federico Rocca, presidente della Commissione Trasparenza, e Mariano Angelucci, presidente della Commissione Turismo.
Il caso crebbe ulteriormente quando emerse la presenza in Giappone di giornalisti il cui viaggio, secondo le ricostruzioni pubblicate all’epoca, era stato sostenuto dal Teatro dell’Opera. Il Nuovo 7 Colli dedicò alla questione diversi approfondimenti.
Nei corridoi del Campidoglio parte il totonomi
E così, a un anno di distanza, nel Palazzo Senatorio torna inevitabilmente il gioco delle indiscrezioni. Voci non verificate indicano come scenario possibile una missione Gualtieri in perfetta solitudine, in una fase in cui ogni movimento viene osservato anche alla luce degli equilibri politici che porteranno alle elezioni capitoline del 2027.
Il precedente giapponese pesa anche per un’altra ragione: a Osaka Gualtieri sfruttò la visita al ‘termovalorizzatore’ di Maishima per rilanciare, con ampia eco sulla stampa, il progetto di Inceneritore Acea di Santa Palomba, arrivando a spiegare che l’impianto romano sarebbe stato «ancora più moderno».
Proprio per questo, nei corridoi del Campidoglio c’è chi scommette che anche stavolta possa comparire nella delegazione Fabrizio Palermo, Ad di Acea: al momento, però, resta soltanto un’indiscrezione senza conferme ufficiali.
Su nessuna di queste ipotesi, però, esiste oggi una conferma pubblica.
Il vero conto arriverà nelle prossime settimane
È questo, probabilmente, il punto più interessante della vicenda. I 63.546,90 euro non possono ancora essere considerati il costo finale della missione Tokyo.
Mancano diversi tasselli: composizione definitiva della delegazione, eventuali autorizzazioni di missione degli amministratori, numero dei viaggiatori già prenotati, durata effettiva dei soggiorni e possibili servizi aggiuntivi.
Sono informazioni che, normalmente, possono emergere con l’avvicinarsi della partenza o attraverso successivi atti di affidamento e rendicontazione.
Per il momento una cosa è certa: Roma ha già costruito una presenza consistente alla Tourism Expo Japan. Il conto conosciuto supera i 63mila euro. I nomi politici, invece, restano ancora fuori dalle carte. Ed è proprio su quei nomi che, dopo Osaka, si giocherà la parte più delicata della nuova missione giapponese.