Campo largo in crisi nera, Bonelli (AVS) propone un federatore: il M5S insiste sulle primarie, il PD prende tempo
Il campo largo entra in una crisi nera legata al metodo politico da seguire per scegliere il candidato premier che dovrà sfidare la premier uscente Giorgia Meloni: Angelo Bonelli propone una “terza figura” per evitare il duello diretto fratricida Schlein-Conte, mentre il Movimento 5 Stelle insiste sulle primarie, e infine il Partito democratico vuole partire dal programma e rinvia la decisione sulla leadership. Tre strade diverse per una unica presunta coalizione che non ha ancora stabilito come scegliere chi dovrà guidarla.
Bonelli apre la terza strada
L’ultima mossa arriva da Angelo Bonelli. A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il leader di AVS ha spiegato che preferirebbe evitare le primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e arrivare invece, attraverso un’intesa politica, a una “terza figura”. È l’ipotesi del “federatore”: un nome diverso dai due leader principali, scelto per evitare lo scontro diretto.
Nel Pd, però, la proposta non convince tutti. Sandro Ruotolo ha richiamato il percorso indicato dai dem: prima legge elettorale e programma, poi – con calma – la decisione su eventuali primarie.
Il M5S non molla le primarie
Dall’altra parte c’è Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 Stelle continua a sostenere che il candidato dell’intera coalizione non possa coincidere automaticamente con il segretario del partito più grande. Da qui la richiesta di primarie come strumento per scegliere la leadership.
Conte ha aperto anche al tavolo programmatico, ma il M5S arriva al confronto con posizioni proprie già definite, a partire dal delicato capitolo della politica estera. Ed è proprio qui che le distanze tra gli alleati restano ancora evidenti.
Il PD: prima il programma, poi si decide
Il Partito democratico segue invece un’altra strada. Elly Schlein insiste sul fatto che prima vada costruito un programma comune e solo dopo affrontata la questione della leadership.
Non è un “no” definitivo alle primarie, ma certamente un rinvio. La linea dem è chiara: prima capire cosa dovrà fare la coalizione, poi stabilire come scegliere il candidato premier.
Il federatore non chiude il problema
Ed è qui che la proposta Bonelli mostra il suo limite politico: una terza figura eviterebbe lo scontro Schlein-Conte, ma aprirebbe subito un’altra domanda: chi la sceglierebbe?
Con le primarie deciderebbero gli elettori. Con il metodo Pd verrebbe prima il programma. Con la soluzione AVS, invece, il candidato nascerebbe da un’intesa tra i partiti. Tre formule diverse, nessuna ancora condivisa.
Roma, dalla foto unitaria alle divisioni
Il contrasto si vede bene anche da Roma. Solo poche settimane fa Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni erano saliti insieme sul palco della festa nazionale di AVS a Testaccio, mostrando l’immagine di una coalizione pronta a costruire un’alternativa comune.
Oggi, però, il nodo decisivo resta aperto: chi guida il campo largo e soprattutto con quali regole viene scelto?
Tre ricette, una leadership ancora da trovare
Il punto, alla fine, è semplice. Conte vuole le primarie. Schlein vuole prima il programma. Bonelli propone un terzo nome.
Il campo largo prova a costruire una coalizione nazionale, ma sulla leadership continua a muoversi su binari diversi.
E la proposta del federatore, anziché risolvere automaticamente la partita, aggiunge una terza opzione alle due già sul tavolo. Prima ancora del candidato premier, dunque, il centrosinistra dovrà trovare un accordo sulle regole per sceglierlo.