Caos controlli, la Regione spia e vede troppi Romani in giro(video)

È scoppiata la polemica tra Roma capitale e la Regione Lazio. Ci riferiamo ai controlli del traffico effettuati dalla Polizia locale nel mese di marzo. Stando ai dati del Campidoglio va tutto benissimo. Nel senso che posti di blocco e controlli a campione si susseguono senza sosta. E fino ad ora sarebbero stati fermati e controllati oltre 400 mila automobilisti romani. Rilevando circa ottocento infrazioni sanzionate, pari allo 0.2%. Quindi una fotografia di Roma e dei Romani assolutamente lusinghiera. Una città che sta rispettando le regole sia per la sindaca Raggi che per il comandante Di Maggio. Ma dalla Regione Lazio arrivano voci diverse. A causa di un monitoraggio condotto rilevando gli spostamenti dei cittadini tramite gli smartphone. Che ognuno di noi porta sempre appresso, specie quando esce di casa. E i dati sarebbero molto meno entusiasmanti. Così almeno per l’assessore regionale alla sanità D’Amato, ma qualche dubbio resta. Almeno a noi, perché non sapevano di avere già il braccialetto elettronico virtuale. E chiediamo: ma quando è stato autorizzato? Qualcuno ci spia?

Traffico, la Regione smentisce la Raggi. Per D’Amato troppi i Romani in giro. Ma chi ci spia?

E’ polemica sugli oltre 400 mila controlli effettuati dal comune di Roma e dal Corpo della Polizia municipale nel mese di marzo. Ad accendere la miccia stavolta non è l’opposizione di centro destra ma direttamente la Regione Lazio guidata dal PD. Che al governo nazionale sta con i 5 Stelle ma che evidentemente a livello locale non ama la Raggi e la sua giunta. La notizia la da’ direttamente l’assessore regionale alla sanità D’Amato in un’intervista rilasciata alla RAI durante la trasmissione Agorà. Ci sono troppi Romani che ancora se ne stanno in giro, anche se non possiamo sapere se hanno una giustificazione valida. Ma ci risulta che ogni giorno circa un terzo della popolazione della capitale se ne stia fuori di casa. E in una città di quattro milioni di abitanti si tratta di numeri importanti. Quindi per la Regione Lazio e per D’Amato servirebbero più disciplina e più controlli. Ma come hanno fatto da Via Cristoforo Colombo ad avere questi dati? Tramite i nostri cellulari sembrerebbe. Non si capisce però chi avrebbe autorizzato lo studio. A meno che il braccialetto elettronico non sia già entrati in vigore. E forse non ce ne siamo accorti. Che qualcuno ogni giorno ci spia.

Il Comune conferma. Controlli a tappeto e Romani disciplinati e responsabili 

I dati sui controlli a Roma non tornano. Almeno secondo quanto dichiarato ad Agorà dall’assessore alla sanità della Regione Lazio D’Amato. Secondo lui circa un terzo dei Romani se ne sta in giro nonostante i divieti. Lo studio sarebbe stato compiuto utilizzando i movimenti tracciati dai nostri cellulari, e sinceramente ne vorremmo sapere di più. Perché non ci risulta che il tracciamento elettronico qui in Italia sia mai stato utilizzato. O che sia consentito. E vorremmo sapere se il Garante per la privacy sia stato tempestivamente avvisato dell’iniziativa. In ogni caso il Campidoglio smentisce categoricamente che i numeri siano questi. E conferma tutti i dati. Compreso il fatto che la maggioranza dei Romani siano disciplinati e consapevoli. Non sappiamo dove stia la verità. Ma vedendo la città deserta e irriconoscibile ci viene da dire che i cittadini abbiano capito. Magari chiediamo a Comune e Regione di farci capire anche a noi. E per favore, almeno nell’emergenza di parlare con una voce sola.

Una giornata di controlli in una Roma in lockdown

Una ricerca della Regione Lazio che si basa su dati elaborati sulla base degli spostamenti degli smartphone sembrerebbe indicare che 1/3 dei romani fa degli spostamenti lunghi in città (quindi non all'interno del proprio quartiere per fare la spesa). Nella settimana dal 20 al 27 marzo e confrontata con l'ultima settimana di febbraio. La nostra Anna Di Russo ha passato ieri una giornata con la polizia locale per capire qual è ad oggi la reale situazione degli spostamenti nella Capitale.

Pubblicato da Agorà su Lunedì 6 aprile 2020

 

 

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