Caos sull’Alta Velocità Roma-Firenze, ritardi fino a 60 minuti: “Animali e persone vicino ai binari”
Un altro pomeriggio di passione per chi viaggia sull’Alta Velocità tra Roma e Firenze. Oggi, 13 gennaio, la circolazione sulla Direttissima è stata rallentata da una sequenza di eventi che ha generato ritardi “a cascata” su più linee, con picchi fino a un’ora registrati anche a Roma Termini. I tabelloni luminosi hanno iniziato a riempirsi di minuti aggiuntivi, mentre in banchina cresceva l’irritazione di passeggeri e pendolari.
Prima l’allarme animali: stop e rallentamenti nel Viterbese
Il primo problema è scattato nel primo pomeriggio, intorno alle 14.40, quando è stata segnalata la presenza di animali sui binari tra Capena e Gallese, nel Viterbese. In casi del genere le procedure di sicurezza impongono limitazioni alla velocità e verifiche tecniche lungo il tratto interessato, con inevitabili ripercussioni sulla regolarità dei convogli. Un episodio che, da solo, avrebbe già potuto creare qualche disagio, ma che è diventato la miccia di un pomeriggio più complesso.
Il secondo episodio: persone non autorizzate vicino alla linea a Firenze
Quando la circolazione cercava di tornare gradualmente alla normalità, un secondo evento ha aggravato la situazione: alle 16.15 è arrivata la segnalazione di persone non autorizzate nei pressi della linea a Rovezzano, nel territorio del Comune di Firenze. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato avvistato un uomo in galleria, circostanza che ha fatto scattare l’intervento della polizia ferroviaria e le misure di cautela previste nei casi di rischio lungo la sede ferroviaria.
Ritardi reali oltre i comunicati: a Termini fino a 60 minuti
Gli avvisi ufficiali parlavano di un possibile aumento dei tempi di percorrenza fino a 30 minuti. Ma, con il passare delle ore, la realtà sui binari ha mostrato un quadro più pesante: ritardi fino a 60 minuti, soprattutto nel nodo di Roma Termini, dove l’effetto domino si è moltiplicato. Alcuni viaggiatori hanno raccontato di attese prolungate e partenze slittate più volte, con l’incertezza che spesso esaspera più del ritardo stesso.
Treni deviati sulla linea lenta: l’effetto domino su più direttrici
Per gestire l’emergenza e mantenere la circolazione, diversi convogli sono stati instradati sulla linea convenzionale, più lenta. Una scelta obbligata in molti casi, ma che porta con sé un impatto immediato: tempi più lunghi, incastri orari che saltano e ritardi che si propagano anche a treni non direttamente coinvolti. Nel pomeriggio, a Termini risultavano penalizzati anche treni AV diretti verso Napoli, Palermo e Venezia, oltre ad alcune corse regionali.
Un disservizio dopo l’altro: passeggeri esasperati e memoria corta
Il punto è che questo episodio si inserisce in una scia di disagi recenti che ha già messo alla prova i viaggiatori. Solo due giorni fa un guasto su un Frecciarossa in Toscana, nei pressi di Valdarno, aveva congestionato la stessa direttrice, con ritardi molto pesanti. In stazione, oggi, la frustrazione era evidente: «Ogni settimana ritardi e cancellazioni», ha protestato un passeggero mostrando le foto dei tabelloni con minuti che continuavano a salire.
Interventi conclusi, ma lo smaltimento richiede ore
Nel tardo pomeriggio gli interventi risultavano conclusi, ma la normalizzazione non è stata immediata. Quando la linea accumula scostamenti, servono ore per “riassorbire” i ritardi, riallineare i convogli e ripristinare la puntualità sulle tratte successive. Il bilancio finale parla di una decina di treni coinvolti tra deviazioni e rallentamenti. Mentre per molti passeggeri resta la sensazione di un’alta velocità che, sempre più spesso, corre solo nel nome.