Capezzone: “La destra non può andare in piazza, la sinistra sì…” (video)

capezzone e destra in piazza (2)

La destra non può scendere in piazza. Almeno secondo la sinistra col Rolex. L’altra sera a Quarta Repubblica di Nicola Porro Daniele Capezzone ha fatto giustizia dei luoghi comuni della sinistra. Capezzone non è un politico o giornalista vicino alla destra, tutt’altro, e le sue parole sono condivisibili al cento per cento. Si parlava della destra in piazza e delle polemiche che si sono scatenate. Uno dei suoi interlocutori era Paolo Cento, politico di lungo corso. Già fondatore dei Verdi, Cento è stato tre legislature parlamentare, sottosegretario col governo Prodi, oggi è di Sinistra Italiana. Capezzone, invece, proviene dall’esperienza dei Radicali, e successivamente in Forza Italia e Pdl. Nel 2018 scelse di non ricandidarsi e oggi fa il giornalista.

Si assiste a una demonizzazione della piazza di destra

Da Porro, Capezzone ha sottolineato quello che è sotto gli occhi di tutti gli italiani,a proposito delle piazze della protesta. “In questi giorni – ha detto – da telespettatore e da lettore di giorni ho visto una demonizzazione a senso unico della piazza di destra. Definita come brutta, cattiva, fascista, pericolosa, e anche focolaio di virus. Perché – nota Capezzone – il virus si diffonde nella piazza di destra, mentre in quella analoga di sinistra il virus inspiegabilmente si ritrae…”. Capezzone ha aggiunto che sui giornali della sinistra elegante, i giornaloni di regime, insomma, la piazza di destra veniva insultata in ogni maniera: sporca, tatuata, e appunto focolaio di virus. Mentre sulla piazza di sinistra grande copertura, grande rispetto della libertà di parola, e così via. E’ chiaro che ci sono due pesi e due misure.

Capezzone: la libertà di espressione deve riguardare tutti

Capezzone chiosa: “E’ ovvio che ci deve essere libertà di parola e di espressione per tutti, a partire da quelli di cui non condivido le idee. Quello che non è sopportabile – ha aggiunto rivolgendosi in particolare a Cento – è il doppiopesismo. Non è che la sinistra deve continuare a passare la vita davanti lala lavagna dei buoni e dei cattivi. Dove i buoni sono quelli di sinistra, e i cattivi tutti gli altri. Ma poi – conclude Capezzone – con che faccia mettete nello stesso mazzo ultras, neo fascisti estremisti vari, e poi Salvini, Meloni e Tajani?”. All’obiezione di Cento, Capezzone ha rilevato di aver letto su Repubblica e persino sul Foglio la criminalizzazione della destra intera. E questo è indice di alta faziosità.

 

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