Capodanno 2026 a Roma: i cenoni in terrazza che fanno impazzire i VIP (e l’alternativa gratis che sta conquistando molti)


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A Roma il Capodanno non è solo una cena: è una scelta di campo. C’è chi vuole brindare “in alto”, sopra i tetti, con la città come scenografia da film. E c’è chi preferisce la piazza, l’energia collettiva, la musica gratuita. Nel mezzo, una verità che torna ogni anno: la Capitale in una notte sola mostra tutte le sue differenze, dal lusso più brillante alla festa più popolare. E proprio per questo, scegliere dove aspettare la mezzanotte diventa quasi un gesto politico.

Hassler, la “Studio 54 Night” sopra Trinità dei Monti

Tra le proposte più chiacchierate spicca l’Hassler, a due passi da Trinità dei Monti: qui il Capodanno si veste di glamour con un tema dichiarato, “Studio 54”, tra cucina d’autore e atmosfera da nightclub. La cena si divide tra Imàgo e Salone Eva, con gli executive chef Andrea Antonini e Marcello Romano a firmare un percorso che punta sulla tradizione italiana rivisitata. L’idea è chiara: non solo mangiare bene, ma vivere un’esperienza, tra musica, performance e intrattenimento. Il brindisi, poi, sale ancora di livello: terrazza del settimo piano, dj-set e la città che luccica sotto.

Il rovescio della medaglia: la Roma “per tutti” risponde dal Circo Massimo

Ma mentre le terrazze vendono sogni a pochi, la città risponde anche con la sua faccia più aperta e popolare. Al Circo Massimo si concentra il Capodanno “di tutti”: concertone gratuito, grandi nomi sul palco, folla che arriva da ogni quartiere e anche da fuori città. È l’altra idea di festa: non il tavolo riservato, ma la condivisione. Non il menù stellato, ma l’energia della piazza. Ed è qui che Roma, nel bene e nel male, si racconta per quella che è: una capitale divisa, ma ancora capace di ritrovarsi quando conta davvero.

Tra regole e sicurezza: trasporti, rientro e stop ai botti

C’è però un aspetto che vale più di ogni brindisi: tornare a casa senza problemi. Per la notte di San Silvestro, come accade spesso, i mezzi pubblici vengono potenziati e le corse prolungate, così da evitare che tutto si scarichi sulle auto e sul caos delle strade. Sul fronte dei botti, invece, la linea è netta: divieti e restrizioni pensati per ridurre incidenti, danni e stress agli animali, oltre all’impatto sull’aria in un periodo già critico. Qui la politica entra in campo sul serio: la festa non può trasformarsi in emergenza.

Non solo Hassler: le altre terrazze “cartolina” che puntano sull’effetto wow

Chi sogna una mezzanotte “con panorama” non ha una sola opzione. Nel centro storico, alcune terrazze giocano la carta dell’iconicità: Piazza Navona dall’alto, oppure la vista su San Pietro, con formule che alternano cena di gala e opzioni più leggere, ma sempre scenografiche. La promessa è la stessa: regalare una cartolina da pubblicare subito, con Roma che sembra più bella e più vicina. E in una città dove l’immagine conta tantissimo, questo dettaglio fa la differenza tra una notte normale e “la notte da ricordare”.

In alto o insieme: la vera domanda che Roma pone a fine anno

Alla fine il Capodanno romano è un bivio: brindare “in alto” o brindare “insieme”. Le terrazze raccontano la Roma-vetrina, fatta di turismo, lusso e notti da copertina. Le piazze raccontano la Roma-comunità, che prova a restare accessibile anche quando tutto costa troppo. Il punto non è stabilire quale sia la scelta giusta, ma riconoscere cosa rappresenta: in una città dove le distanze sociali sono visibili anche dal cielo, la notte del 31 dicembre diventa un piccolo referendum sul nostro modo di vivere Roma. E sul modo in cui vorremmo cominciare il 2026.