Caro-carburanti, speculazione sulle vacanze degli italiani. Arrivano le denunce

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Pronti a denunce in Procura contro i continui rialzi dei carburanti alla pompa, che potrebbero determinare la fattispecie penale di aggiotaggio ai sensi dell’art. 501 del codice penale. Lo afferma il Codacons, in una nota, dopo le ultime rilevazioni del Mise, che vedono la benzina raggiungere un prezzo medio di 1,655 euro al litro, mentre il gasolio registra un prezzo medio pari a 1,513 euro/litro. Una corsa senza sosta che, denuncia il Codacons, determina una stangata in continuo aumento. E che raggiunge +301 euro annui a famiglia solo per i maggiori costi di rifornimento.

Caro carburanti, il Codacons pronto a denunce

Oggi la benzina costa il 17,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il gasolio è aumento del +17,3% – afferma il Codacons –. Da inizio anno la verde ha subito un rincaro alla pompa del 14,8%, +14,7% il diesel. Tradotto in soldoni, un pieno di benzina costa oggi 12,5 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020, +11,1 euro un pieno di gasolio. Aumenti che si registrano in occasione degli spostamenti degli italiani per il periodo estivo. E  che potrebbero realizzare una vera e propria speculazione sulle tasche delle famiglie.

Possibile reato di aggiotaggio

Per tale motivo il Codacons, se non si arresterà la corsa al rialzo dei listini alla pompa, presenterà un esposto a tutte le Procure della Repubblica chiedendo di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di aggiotaggio. Dello stesso parere l’Unc, l’Unione nazionale consumatori.  “La benzina, arrivando a 1,655 euro al litro, raggiunge il record dal 29 ottobre 2018 quando svettò allo stesso importo, ossia oltre 2 anni e 8 mesi fa. Mentre il gasolio tocca il valore massimo dal 3 giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro, oltre due anni e 1 mese fa”.

Per l’Unc è una speculazione sulle tasche degli italiani

A denunciarlo è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, in 6 mesi e mezzo, un pieno da 50 litri è aumentato di 10 euro e 69 cent per la benzina e di 9 euro e 69 cent per il gasolio. Con un rincaro, rispettivamente, del 14,8% e del 14,7%. Su base annua è pari a una batosta ad autovettura pari a 257 euro all’anno per la benzina e 233 euro per il gasolio”, prosegue Dona.

Gli aumenti arrivano puntuali con le vacanze

Sul nuovo record dei carburanti alla pompa pesano le speculazioni sugli spostamenti degli italiani, che arrivano puntuali in prossimità delle vacanze estive. Lo afferma Assoutenti, commentando le nuove rilevazioni del Mise sui listini dei carburanti. “Il conto per la collettività si fa di giorno in giorno più salato, e solo per i rifornimenti le famiglie italiane dovranno mettere in conto una maggiore spesa complessiva pari a 7,8 miliardi di euro a causa della corsa dei carburanti alla pompa – afferma il presidente Furio Truzzi –.

Caro carburanti, gli effetti indiretti già si fanno sentire

Ci sono poi gli effetti indiretti che già iniziano a farsi sentire sulle tasche degli italiani. Dall’aumento dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di prodotti ai pesanti rincari delle tariffe luce e gas. E anche l’industria andrà incontro a maggiori costi di produzione che verranno inevitabilmente scaricati sui consumatori”. “Il Governo Draghi deve intervenire, riducendo la tassazione abnorme che vige sui prezzi dei carburanti. Tagliando accise inutile e anacronistiche, studiando meccanismi automatici per limitare gli effetti del caro-benzina sulla collettività già impoverita da un anno e mezzo di Covid” – conclude Truzzi.

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