Casa di Montecarlo, i difensori di Gianfranco Fini chiedono di velocizzare il processo

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E’ attesa per il 6 dicembre la decisione del Tribunale di Roma sulle richieste di stralcio avanzate oggi in aula al processo per riciclaggio che vede imputati tra gli altri Gianfranco Fini e la sua compagna Elisabetta Tulliani. A presentare le istanze sono stati tra gli altri i difensori dell’ex presidente della Camera, della sua compagna, del fratello Giancarlo Tulliani, attualmente a Dubai, e del padre Sergio Tulliani. Obiettivo dei difensori degli imputati è quello di velocizzare un processo che, a distanza di tre anni, è ancora alle battute iniziali. “Con questa richiesta vogliamo accelerare il processo, certi dell’innocenza del nostro assistito, per renderlo il più rapido possibile” afferma all’Adnkronos il difensore di Fini, l’avvocato Michele Sarno.

Ecco di cosa è accusato Fini

“Anche noi siamo interessati a una rapida definizione del processo. E per questo abbiamo avanzato questa richiesta di stralcio” spiega all’Adnkronos l’avvocato Nicola Madia, che difende Giancarlo e Sergio Tulliani. Al centro della vicenda giudiziaria che riguarda l’ex presidente della Camera c’è la vendita della casa di Montecarlo. Lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. La quale sarebbe stata acquistata, secondo l’accusa, da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore con i soldi dell’imprenditore Corallo. Anche lui è a processo, accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale. Un’operazione effettuata nel 2008, per poco più di 300mila euro e che con la vendita dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari.

Fra gli altri imputati a processo c’è anche l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta.

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