Case popolari Roma, blitz a Casal Monastero: allacci abusivi, case vendute illegalmente e degrado. “Qui è diventato un residence dei clan”
Non è solo degrado. È un sistema che, pezzo dopo pezzo, ha cambiato volto a interi palazzi. A Casal Monastero, in via San Giovanni Reatino, nel IV Municipio di Roma, i controlli delle forze dell’ordine hanno acceso i riflettori su una realtà che i residenti raccontano da anni: allacci abusivi, alloggi occupati o venduti illegalmente, presenze legate alla criminalità. E una sensazione diffusa: quella di essere stati lasciati soli.
La rabbia dei residenti: “Abbandonati, qui comandano gli abusivi”
Un’operazione congiunta tra Carabinieri, Polizia Locale e ispettori Ater ha portato alla luce una serie di irregolarità diffuse. Non casi isolati, ma un quadro strutturato, con utenze agganciate illegalmente, appartamenti passati di mano senza titolo, verifiche su soggetti con precedenti. Un modello che, secondo chi vive lì, si è consolidato nel tempo. Silenzioso all’inizio, poi sempre più visibile.
A confermarlo è proprio chi ci vive in modo regolare. “I controlli ci sono, ma non basta. Ater Roma lascia gli assegnatari nel totale abbandono. Qui è diventato un residence a cielo aperto, tra incuria e degrado ovunque. Nelle palazzine ci sono portoni danneggiati, citofoni strappati, accessi facilitati per chi entra ed esce senza controlli. E poi l’ascensore fuori uso da oltre 15 giorni, con la pulsantiera divelta. È un problema soprattutto per chi ha difficoltà a muoversi, come i diversi disabili che abitano nella palazzina. Ma anche per chi ha bambini piccoli e deve portare passeggini o carrozzine”.
Droga, minacce e violenze
Non è solo una questione di decoro. I residenti parlano di episodi pesanti. “Una famiglia di origine rom poco tempo fa è stata trovata con un chilo di droga all’interno degli alloggi. Eppure tutto è rimasto com’era”. E ancora: “Pochi giorni fa a un disabile è stata lanciata una bottiglia di acido davanti alla porta solo per aver chiesto silenzio di notte”. Storie che indicano quanto possa essere difficile la convivenza in questi condomini, soprattutto tra chi è un inquilino regolare e paga bollette e affitti e chi, invece, ha occupato le case senza alcun titolo e alle bollette della luce e dell’acqua preferisce gli allacci abusivi.
Ma il problema delle occupazioni abusive non riguarda solo Casal Monastero, ma tutta Roma, visto che circa 10mila immobili tra Ater ed Erp risultano occupati senza titolo. Case che dovrebbero andare a chi è in lista d’attesa e che invece restano bloccate. Solo per Ater, si parla di circa 9mila alloggi indisponibili su un patrimonio di 45mila, a fronte di oltre 16mila famiglie in attesa.
Sgomberi e controlli in ripartenza
Durante il periodo del Giubileo si è registrato un rallentamento, una sorta di tregua per quanto riguarda gli sgomberi. Ma ora il trend si è invertito. Il 2026 si sta configurando come l’anno della stretta, con più sgomberi, più controlli, più interventi contro chi usa le case popolari come base per attività illegali. Perché non si tratta di semplici occupazioni. Dentro c’è tutto, spaccio, subaffitti clandestini, gestione degli immobili da parte di gruppi organizzati. Le operazioni degli ultimi mesi lo confermano. Da Tor Bella Monaca a San Basilio, da Torrevecchia al Quarticciolo, fino a Ostia e Trullo.
Spesso le operazioni di polizia hanno fatto emergere situazioni di criminalità diffusa, legata prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche ai furti e alle estorsioni. E se da una parte ci sono le forze dell’ordine che procedono agli sgomberi, dall’altra c’è l’incredibile velocità con cui le case vengono rioccupate prima della regolare assegnazione. Il punto è tutto qui. Da una parte chi aspetta una casa da anni. Dall’altra chi occupa, persone che spesso poi si “perdono” nel circuito dell’illegalità. In mezzo, quartieri che soffrono e persone oneste che non ne possono più.