Castel Fusano, non solo pineta: Roma muta sul via-libera edile, il Campidoglio rischia il Commissariamento (e di pagare 4 milioni)
Insieme alla pineta morente, a Castel Fusano esplode un’altra grana amministrativa che mette in discussione la capacità del Campidoglio di gestire procedimenti delicati: parliamo del doppio-ricorso giudiziario della società edile P. srl contro il Comune di Roma, relativo al “silenzio” dell’Amministrazione Gualtieri su una serie di condoni richiesti per una grande lottizzazione. Le richieste della società sono state accolte per ben due volte dai giudici, ma la Giunta Gualtieri non ha ancora risposto.
Difatti, il Tribunale Amministrativo del Lazio, con una sentenza non definitiva del 3 luglio scorso, aveva già accolto, una prima volta, le richieste della società. Tradotto: il Comune aveva l’obbligo di rispondere alle sue richieste entro 180 giorni. La società, in particolare, aveva chiesto al giudice di accertare l’illegittimità di questo “silenzio” e di imporre il rilascio dei titoli edili richiesti entro 30 giorni. Riservandosi poi la partita risarcitoria: 4 milioni di euro. Una cifra che da sola spiega la pressione politica e amministrativa che un dossier del genere può generare.
Dal “tempo congruo” alla proroga: ecco come si arriva al rischio commissario
Il punto politico, però, è un’altro: passano i mesi e la società torna alla carica con un nuovo ricorso, visto il perdurare del ‘mutismo’ del Campidoglio. Con una ordinanza del 9 febbraio, il Tribunale ha preso del perdurare del silenzio dell’Amministrazione Gualtieri. Così i giudici hanno predisposto una proroga (l’ultima) di 90 giorni entro cui rispondere. Allo stesso tempo, però, il tribunale prepara già la soluzione sostitutiva. Se la macchina capitolina resterà ancora ferma, il giudice ha disposto, fin da ora, che subentri un dirigente della Regione Lazio. Non è un “commissariamento del Campidoglio” in senso generale, ma su quel procedimento l’effetto è simile: se Roma non decide, qualcun altro decide al suo posto.
Dopo l’edilizia, l’altra crepa: la pineta e i dubbi sugli interventi “di rilancio”
Solo in seconda battuta emerge, sempre in questi giorni, l’altro fronte, ambientale e simbolico: la pineta di Castel Fusano. Secondo l’associazione CURAA, molte delle nuove piantumazioni effettuate dal Comune risulterebbero già “secche e morenti”, tanto da spingere l’organizzazione a convocare un sopralluogo pubblico. Come da noi raccontato nei giorni scorsi.
Due dossier, una domanda: Roma controlla davvero ciò che annuncia?
Messa insieme, la fotografia è scomoda: da un lato il TAR certifica ritardi e “silenzio” su pratiche urbanistiche ad alta complessità. Dall’altro, sul versante verde, affiorano dubbi su come gli interventi vengano seguiti nel tempo. Il rischio, per l’amministrazione, non è solo giudiziario o mediatico: è reputazionale. Perché quando la giustizia amministrativa arriva a predisporre un commissario e quando i cittadini chiedono verifiche pubbliche su alberi appena piantati, la sensazione – tutta da verificare nei fatti – è che tra programmi e capacità esecutiva si apra una crepa. E a Castel Fusano quella crepa oggi si è trasformata in una voragine che fa letteralmente paura.e visibile, su più livelli.
N.B: foto di copertina non rappresentativa dei temi trattati, ma solo generica