Castel Fusano rinasce: 650 nuovi alberi nella Pineta dopo gli incendi, via alla riqualificazione nella Tenuta Chigi
Dalle ceneri alla rinascita. Dopo gli incendi che hanno devastato la Pineta di Castel Fusano, l’ultimo nell’ottobre 2025, prende forma il progetto che promette di cambiare volto a uno dei polmoni verdi più fragili di Roma. Nella Tenuta dei Principi Chigi, all’interno dell’area del Country Club, è in fase di ultimazione il progetto esecutivo di riqualificazione. Sono oltre 650 i nuovi alberi, tra querce e pini, pronti a tornare a dimora.
La riqualificazione della Pineta di Castel Fusano
Il piano rientra nel più ampio programma di recupero delle Pinete di Roma e interessa un’area di oltre 250mila metri quadrati nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Cinque ambiti funzionali che, a lavori conclusi, costituiranno un’unica grande area verde integrata. Il progetto è stato sviluppato dalla Scuola Superiore Internazionale di Studi Universitari di Ricerca e Formazione Santa Rita, con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Scienze dell’Ambiente e della Natura e di Biologia ed Ecologia. Non solo alberi, dunque, ma uno studio approfondito delle presenze botaniche, micologiche e faunistiche, delle loro interazioni e delle specificità eco-etologiche del sito, come sottolineano il Principe Flavio Chigi ed il Presidente dell’Unisrita Principe Marco Andrea Doria.
686 alberi abbattuti e sostituiti
Prima la bonifica, poi la ricostruzione. È stata autorizzata l’eliminazione di 686 alberature considerate non più recuperabili per gravi problematiche fitostatiche. Nel dettaglio, si tratta di 423 Pinus pinea, 257 Quercus ilex, 4 Quercus robur e 2 Quercus pubescens. Interventi concentrati nel primo lotto dell’area interna al Camping Country Club, all’interno della pineta. L’autorizzazione è arrivata nel rispetto del Regolamento del Verde Pubblico e Privato di Roma Capitale e delle normative paesaggistiche nazionali. Gli alberi, secondo la relazione tecnica, presentavano condizioni strutturali tali da non consentire interventi di manutenzione ordinaria.
Entro questa primavera verranno messi a dimora oltre 650 alberi tra pini e querce, tutti esemplari con circonferenza del tronco tra 14 e 16 centimetri, con tutoraggio strutturato e garanzia di attecchimento di almeno due anni, estesa a quattro per i pini. È prevista la supervisione di un tecnico incaricato per verificare il rispetto delle corrette pratiche agronomiche. L’obiettivo è una ricomposizione naturaliforme dell’area, con una distribuzione coerente con l’identità storica della pineta.
La “nuova” pineta
La Pineta di Castel Fusano è stata più volte colpita dagli incendi negli ultimi anni, con migliaia di alberi compromessi e vaste porzioni di sottobosco distrutte. L’ultimo rogo, nell’autunno 2025, ha riacceso il dibattito sulla fragilità del patrimonio forestale del litorale romano. Ora si riparte da un progetto strutturato. Riqualificazione ambientale, sicurezza, studio scientifico del territorio.
La sfida è trasformare un’area segnata dal fuoco in un modello di rinascita ambientale urbana. I numeri ci sono. Gli impegni anche. Il prossimo passo sarà vedere crescere, uno dopo l’altro, quei nuovi alberi.