Centralino nel seminterrato per truffe ed estorsioni agli anziani a Roma: bottino da 100mila euro (VIDEO)
Prima la telefonata, poi il panico. “Suo nipote ha avuto un incidente”, oppure “Serve subito denaro per evitare guai con le forze dell’ordine”. Bastavano poche parole, studiate bene, per aprire la porta di casa e svuotare una vita intera fatta di risparmi, gioielli e ricordi.
Dietro quel copione ormai tristemente noto, secondo gli investigatori, c’era una vera e propria associazione a delinquere specializzata in truffe ed estorsioni ai danni di anziani. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, su delega della Procura di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 uomini, tutti originari della provincia di Napoli, ritenuti gravemente indiziati di far parte della rete criminale. L’operazione è scattata tra Napoli e Casoria, mentre per uno degli indagati, già detenuto nel carcere di Nizza, in Francia, è stato emesso anche un mandato di arresto europeo.
Tredici colpi: il centralino nel seminterrato e la trappola del “finto nipote”
Le indagini hanno permesso di ricostruire almeno 13 episodi avvenuti tra ottobre 2023 e marzo 2024 nelle città di Roma e Livorno. Il gruppo era composto da almeno 12 persone, con ruoli ben precisi e una struttura organizzata nei dettagli: promotori, telefonisti, contabili ed emissari incaricati di andare materialmente a ritirare soldi e preziosi nelle abitazioni delle vittime. Per altri sette soggetti, invece, scatteranno gli inviti a rendere interrogatorio preventivo per i reati di associazione per delinquere e truffa aggravata.
Le telefonate partivano da una sorta di centralino clandestino, individuato nel seminterrato dell’abitazione di uno degli indagati a Casoria. Da lì partiva il contatto con le vittime, quasi sempre persone oltre i 65 anni, spesso fragili, sole o con problemi di salute. Le scuse erano sempre simili: il classico finto nipote in difficoltà economica, un figlio coinvolto in un incidente stradale, oppure il falso appartenente alle forze dell’ordine che chiedeva soldi urgenti per evitare conseguenze peggiori. I truffatori esercitavano una pressione psicologica forte, costruita apposta per disorientare e spingere gli anziani ad aprire la porta.
Gioielli di famiglia, fedi nuziali e contanti: bottino da 100mila euro
Una volta conquistata la fiducia, entravano in casa e si facevano consegnare tutto. Non solo denaro contante, ma soprattutto gioielli di famiglia, fedi nuziali, oggetti personali e ricordi di una vita intera. Un colpo economico, certo, ma anche profondamente umano. Il valore complessivo della refurtiva si aggira intorno ai 100mila euro. Il bottino veniva poi riportato in provincia di Napoli e consegnato ai promotori dell’organizzazione, che provvedevano alla spartizione tra i vari componenti del gruppo.
L’inchiesta è partita nell’ottobre del 2023 proprio grazie alla denuncia di una delle vittime. Da lì i militari hanno ricostruito i movimenti della banda attraverso intercettazioni, analisi del traffico telefonico e telematico, oltre allo studio delle immagini dei sistemi di videosorveglianza vicino alle abitazioni e agli sportelli bancari dove venivano effettuati i prelievi. Un lavoro che ha permesso di dare un volto a chi, per mesi, ha trasformato la fragilità degli anziani in un business criminale.