Chef Circiello minacciato di morte dopo il flash mob al Pantheon, siamo alla follia

Preoccupato? Non più di tanto, si sarà trattato certamente del gesto di un folle. La gente sta male, è arrabbiata e preoccupata. E evidentemente qualcuno può perdere la testa. Cerca di minimizzare lo Chef stellato Alessandro Circiello. Dopo le minacce ricevute via telefono e whatsapp. Come racconta in una intervista pubblicata questa mattina da il corriere.it. Ho già provveduto a denunciare il tutto alla Polizia postale, e spero che il folle venga intercettato. Ma non penso che ce l’avesse proprio con me, continua Circiello. Il numero era anonimo, magari è qualcuno di quelli cha hanno contestato in piazza del Pantheon. Anche se erano pochissimi, solo qualche cartello e alcuni frasi ironiche. Quando è arrivato Salvini alla nostra manifestazione. Certo non fa piacere leggere minacce di morte sul proprio cellulare, ma penso che il problema da affrontare non sia il mio. Ma il disagio e a disperazione nei tutta la categoria dei ristoratori. Al roof Garden del Palazzo delle Esposizioni facevo 200 coperti a pranzo, adesso non arrivo a 20. E ovviamente la sera siamo chiusi. Ma per l’alta ristorazione non ha senso, mettere qualche decina di tavoli distanziati era facilissimo. Invece niente, e adesso diventa davvero dura andare avanti.

I ristoratori offesi dal governo replicano: ma cambiate mestiere…

Lo chef stellato, non penso ce l’avessero proprio con me. Ma in giro c’è tanta rabbia, adesso il governo deve fare una moratoria fiscale

Non credo che chi mi ha minacciato al cellulare avesse qualche problema con me. Così Chef Circiello, dopo lo squillo anonimo sul suo smartphone e i messaggi orribili ricevuti su whatsapp. Un contestatore folle di Salvini che si è affacciato al nostro flash mob dei cuochi al Pantheon? Può darsi, ma non ho sentito grandi proteste. D’altronde oggi la gente è furibonda. E qualunque politico che si affaccia può ricevere oltre agli applausi anche qualche fischio. Il problema vero però è che la categoria è scesa in piazza perchè non ce la fa più ad andare avanti. Gli affitti non sono calati, e nel centro storico di Roma parliamo ancora di cifre attorno ai 60 mila euro al mese per un locale di medie dimensioni. I contributi una tantum del governo da soli non possono bastare. E io stesso se le cose non cambiano potrei decidere di chiudere. E’ chiaro, continua Circiello. Più di questo in termini di contributi diretti lo Stato non riesce a fare. Ma l’unica soluzione possibile rimane quella della moratoria fiscale. Niente tasse per un anno, e sospensione dei canoni delle utenze. Luce, gas e spazzatura. Oltre ad Imu, Ici e occupazione di suolo pubblico. Ecco, con un’azione di questo tipo, si potrebbe provare a resistere. Poi dovrebbero essere siglati protocolli per ogni esercizio di ristorazione, compresi bar e pub. Garantendo il distanziamento obbligatorio e la mascherina. Ma anche la possibilità di lavorare. Perchè così, tra qualche settimana siamo tutti per strada. E se lo dice uno chef stellato, sembra davvero difficile dubitarne.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_ottobre_31/chef-circiello-minacce-morte-un-folle-la-protesta-il-dpcm-ma-senza-sgravi-chiudero-6e93b5c4-1b44-11eb-be91-5d9fe2674d18.shtml

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