Chi si ricorda di Leon Klinghoffer?

leon klinghoffer

Chi si ricorda oggi di Leon Klinghoffer? Sono passati quasi 40 anni dal suo feroce assassinio da parte dei terroristi palestinesi, e proprio in questi giorni cade l’anniversario del suo omicidio, avvenuto l’8 ottobre del 1985. Anni lontani? Non troppo, se vediamo che oggi Hamas sta agendo nello stesso modo terrorista di allora. Ma ricordiamo quella drammatica vicenda. Klinghoffer era un ebreo di New York settantenne che in quell’ottobre del 1985 aveva deciso, insieme alla moglie Marilyn, di concedersi una crociera, dopo una vita passata a vendere elettrodomestici, sulla nave italiana Achille Lauro, che in quei giorni si trovava al largo delle coste egiziane. Klinghoffer aveva subìto due ictus, per cui era costretto sulla sedia a rotelle.

Una crociera che si trasformò in incubo

Ma la crociera si trasformò in un incubo. Il 7 ottobre quattro terroristi palestinesi, imbarcatisi a Genova con documenti falsi, uscirono sul ponte all’ora di pranzo con i kalashnikov tra le mani e intimarono al capitano De Rosa di fare rotta su Tartus, in Siria, prendendo in ostaggio i 201 passeggeri e i 344 uomini dell’equipaggio. Chiesero la liberazione di 50 terroristi palestinesi altrimenti avrebbero iniziato a uccidere gli ostaggi. E alle 15 condussero Klinghoffer in fondo alla nave e lo assassinarono freddamente con un colpo di pistola alla testa e uno al petto. Dopodiché ordinarono a due componenti dell’equipaggio, un italiano e un portoghese, di gettarne il corpo in mare. Ma non lo dissero a nessuno, l’asassino lo confidò solo ai suoi complici: “Ho ucciso l’americano”.

Il Col Moschin pronto a intervenire

Intanto la diplomazia si era mossa: il nostro ministro degli Esteri Andreotti aveva contattato il presidente egiziano Boutros Boutros-Ghali e quello siriano Hafez Assad, padre dell’attuale Bashir Assad, ottenendone la piena collaborazione, tanto che Assad rifiutò ai terroristi l’attracco a Tartus. Subito 60 incursori italiani del Col Moschin arrivarono a Cipro pronti a intervenire. Ma poi si seguì la via diplomatica. L’Egitto e l’Olp di Arafat convinsero i terroristi ad approdare in Egitto garantendo loro l’immunità (anche perché non si sapeva ancora dell’assassinio). Ma il 14 ottobre il corpo di Klinghoffer fu ripescato dai siriani e consegnato all’ambasciatore Usa a Damasco da dove poi fu trasportato in America. E’ sepolto al Beth David Memorial Park di Kenilworth.

La crisi di Sigonella per far scappare il capo terrorista Abu Abbas

Come sappiamo, tutto ciò innescò la celebre crisi di Sigonella. Gli americani infatti, appreso dell’omicidio del loro compatriota, chiesero l’estradizione dei quattro palesrinesi per processarli negli Usa. L’organizzatore del sequestro dell’Achille Lauro era Abu Abbas, fondatore e leader del Fronte per la Liberazione della Palestina. Ma l’Italia di Craxi si rifiutò di consegnare gli assasini agli Usa e li processò in Italia, condannadoli. Ma non Abu Abbas. Il Boeing egiziano con i dirottatori e lo stesso Abu Abbas fu fatto atterrare a Sigonella dai caccia Usa, dove gli italiani però impedirono agli americani di prenderli in consegna. Dopo un altro scontro sfiorato nei cieli, l’Italia portà Abu Abbas a Fiumicino e lo imbarcò su aereo jugoslavo che decollò per destinazione sconosciuta.

Abbas finì i suoi giorni in un carcere Usa in Iraq

L’Italia rischiò lo scontro armato con gli americani per far sfuggire Abu Abbas al processo, perché? Successivamente l’Olp e lo stesso Abbas ammisero che l’organizzatore del sequestro era stato il Flp, e allora la magistratura italiana decise di processare Abbas, che però se ne era volato via. Nel luglio 1985 finalmente l’Italia condannò Abbas all’ergastolo, ma in contumacia, tra le risate dei palestinesi. Abu Abbas andò dapprima in Yemen e poi a Baghdad, sotto la protezione di Saddam Hussein. Fimo al 2003, quando l’Iraq fu invaso dalle truppe Usa. Il 15 aprile fu arrestato dalle forze Usa e rinchiuso in un carcere iracheno controllato dagli americani. L’Italia ne chiese allora l’estradizione, ma era troppo tardi. Abbas era deceduto sotto custodia Usa nel marzo 2004.

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