Ciak a Roma, Anna Foglietta gira ‘Una storia’ con Alba Rohrwacher e Guido Caprino (ecco dove e quando tra Acilia e Ostia)

Anna Foglietta attesa tra Roma, Acilia e Ostia

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Roma si prepara a due giornate di cinema (e inevitabili disagi) nel Municipio X: giovedì 22 e venerdì 23 gennaio 2026 la troupe di Una storia accende le telecamere in Via Ludovico Buglio, nel tratto compreso tra Via Sabatino De Ursis e Via Andrea Da Garessio, e nell’area parcheggio compresa tra Via Sabatino De Ursis e Via Giuseppe Da Galliate. Parliamo della zona Acilia Nord, a ridosso del quadrante litoraneo: un’area spesso “invisibile” nei racconti romani più patinati, e proprio per questo sempre più ambita dalle produzioni.

Cosa cambia per chi vive lì: stop alle auto, rimozioni e controlli

Il provvedimento è chiaro: scatta il divieto di sosta con rimozione, con eccezione dei mezzi a servizio delle riprese. In sostanza, in quelle due giornate sarà fondamentale guardare la segnaletica temporanea e muoversi con anticipo, soprattutto per chi usa quelle vie per parcheggiare o per le micro-traverse della quotidianità (scuole, commissioni, ritorni dal lavoro). La produzione dovrà posizionare i cartelli e avvisare gli uffici competenti almeno 48 ore prima, mentre la vigilanza sarà affidata alla Polizia Locale.

Non è un set “mordi e fuggi”: a Roma si gira per settimane

Questo doppio appuntamento ad Acilia non è un episodio isolato: Una storia è un progetto che ha avviato le riprese a Roma il 19 gennaio e andrà avanti per circa sei settimane, fino al 20 febbraio. Numeri che contano: sul campo lavorerà una troupe di circa 60 professionisti, un piccolo esercito che si muove tra logistica, sicurezza, luci, trasporti, permessi e routine di quartiere. E quando una macchina così si sposta, la città – inevitabilmente – si riorganizza.

Il vero “colpo di scena”: Foglietta debutta anche dietro la macchina da presa

La notizia che accende i riflettori non è soltanto la presenza di star sul set, ma il fatto che Anna Foglietta firma qui il suo esordio alla regia cinematografica. Un passaggio di carriera tutt’altro che scontato: quando un’attrice molto riconoscibile decide di mettersi in gioco come regista, il film smette di essere solo “un titolo in lavorazione” e diventa un test pubblico, un posizionamento autoriale. Foglietta, inoltre, non si limita alla regia: è anche tra le firme della sceneggiatura, segno di un progetto pensato e controllato in prima persona.

Il cast: Alba Rohrwacher e Guido Caprino al centro della storia

A guidare la parte interpretativa ci sono Alba Rohrwacher e Guido Caprino, indicati come protagonisti del film. Due nomi che, per sensibilità e presenza scenica, suggeriscono un racconto denso, probabilmente più emotivo che “di trama”. E anche se al momento i dettagli narrativi vengono tenuti sotto traccia (scelta classica quando un progetto è in piena lavorazione), la combinazione di questi interpreti con una regista all’esordio rende l’operazione interessante: qui la scommessa è l’equilibrio tra cinema popolare e identità autoriale.

Roma, da sinistra Elio Germano, Alba Rohrwacher e Michela Murgia
Roma, da sinistra Elio Germano, Alba Rohrwacher e Michela Murgia – www.7colli.it

Perché Acilia (e perché ora): il cinema torna a scoprire il litorale

Il fatto che una produzione scelga Acilia Nord – e non solo il centro storico-cartolina – racconta una Roma che cambia pelle anche sullo schermo. Quartieri di margine, spazi più “veri”, geometrie urbane meno consumate dalle riprese: è qui che spesso il cinema trova autenticità. E per chi vive in zona, la sensazione è doppia: da un lato la normalità interrotta da divieti e camion, dall’altro la curiosità di vedere il proprio quartiere entrare (finalmente) in una storia raccontata al grande pubblico.

Dietro le quinte c’è HT Film: una produzione che investe sul progetto

Una storia è prodotta da HT Film, realtà che guida l’intero impianto produttivo. E un ulteriore segnale arriva anche dai documenti pubblici: il titolo compare in atti istituzionali e autorizzazioni legate alle riprese, a dimostrazione che il progetto è tutt’altro che marginale e che la città sta già “facendo spazio” al cinema, in senso letterale. Ora la parola passa al set: due giorni ad Acilia, e una Roma che – ancora una volta – si lascia trasformare dalle telecamere.