Cinghiali, animalista salva un cucciolo dall’abbattimento

La questione dei cinghiali non sembra vicina a una soluzione. Dopo che gli ungulati in libertà per la capitale, sono diventati diverse centinaia. Specie nelle zone di Roma nord, in prossimità dei parchi di Veio e dell’Insugherata. Branchi con tanto di cuccioli al seguito, attratti principalmente dai rifiuti. Dei quali traboccano i cassonetti della spazzatura. Ma se all’inizio la situazione creava curiosità e simpatia, ben presto tutta questa storia è diventata una emergenza. Perché alcuni cittadini sono stati aggrediti, mentre gettavano l’immondizia. O durante le uscite con il cane. Una signora è caduta per terra, e ha vissuto attimi di terrore. Almeno due scooteristi hanno avuto incidenti seri causati da improvvisi attraversamenti di cinghiali. In più, da qualche settimana c’è anche la peste suina. E allora si è ripartiti con gli abbattimenti selettivi, in attuazione di una specifica ordinanza regionale. Strumento però, che vede da sempre la netta contrarietà delle associazioni animaliste. Che indicano alle amministrazioni altre strade per risolvere il problema. Come per esempio la sterilizzazione degli animali. O il loro ricovero in strutture attrezzate.

Insomma, due visioni completamente diverse e contrapposte. Ma Regione e comune vanno avanti con gli abbattimenti. Così qualcuno ha pensato di agire in proprio. E di salvare un cucciolo. Figgendo con il piccolo di ungulato sotto braccio.

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Contro l’abbattimento dei cinghiali scappa con un cucciolo sotto braccio

Il nuovo piano per l’abbattimento, con l’obiettivo di arginare l’infezione era stato varato il 17 maggio scorso. Alla presenza del prefetto Matteo Piantedosi, del commissario straordinario Angelo Ferrari, dell’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, del presidente della Regione Nicola Zingaretti e del sottosegretario alla Sanità Andrea Costa.

Come si può immaginare gli animalisti non hanno visto di buon occhio la situazione. Preoccupati per gli abbattimenti e le carneficine, quando in realtà le soluzioni al problema potevano essere diverse. Avevano anche organizzato un flashmob di protesta, al varco Ipogeo degli Ottavi presso l’omonima stazione sita in via del Casale Sansoni. Ma visto il perdurare della situazione, qualcuno ha pensato di agire anche da solo. Sottraendo un cucciolo di cinghiale dalla cattura e dal probabile abbattimento.

La foto fa indubbiamente tenerezza, ma il problema resta.  E spetta a Regione e comune risolverlo. Mettendo insieme il diritto alla tutela degli animali, con l’altro ugualmente centrale della salute pubblica. E purtroppo, sembra che siamo ancora in alto mare.

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