Civitanova Marche, secondo omicidio in dieci giorni: allora il razzismo non c’entra, ma la prevenzione

tunisini civitanova marche

Tunisini si accoltellano tra loro per questioni di spaccio di droga a Civitanove Marche, ma la notizia non fa tanto scalpore. L’omicida tunisino, identificato e rintracciato nella tarda mattinata di oggi grazie a un lavoro di indagine portato avanti da carabinieri e poliziotti insieme, ha ammesso le proprie responsabilità. E’ stato lui, incensurato, a uccidere la notte scorsa sul lungomare di Civitanova Marche un connazionale già noto alla giustizia. Tra l’assassino e la vittima, come hanno fatto presente gli investigatori nel corso della conferenza stampa nella caserma di Civitanova Marche, ci sarebbe oltretutto un legame di parentela. “La risposta delle forze dell’ordine c’é stata – ha detto il comandante provinciale di Macerata – in questo caso, come in quello di dieci giorni fa. Ma forse non c’è stata la prevenzione.

Il delitto avvenuto sul lungomare tra centinaia di persone

Questo deve servire a garantire la popolazione che noi come le altre forze dell’ordine facciamo il nostro, cercando innanzitutto di prevenire. E poi quando purtroppo i fatti accadono anche per reprimere. Per rintracciare il responsabile ci siamo dovuti spostare fuori provincia durante la notte, la Procura ha partecipato a tutte le attività. Non è stato semplice ma non abbiamo mai rallentato, tant’é che nel corso delle numerose perquisizioni che ci sono state nella tarda mattinata siamo riusciti a individuato e a portarlo in caserma”.

I tunisini, il morto e il killer, erano parenti

“Questo è un contributo di un lavoro senza sosta – ha ribadito il dirigente della Squadra Mobile di Macerata – iniziato intorno alle 22 di ieri e che si è concluso nelle prime ore del pomeriggio. Un lavoro portato a termine dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato in una perfetta intesa. Mi preme sottolineare l’intervento della Scientifica che ha cristallizzato la scena del crimine e consentito anche il recupero dell’arma del delitto facendo poi emergere la dinamica del fatto e portato all’individuazione del colpevole”. Ma è mai possibile che le forze dell’ordine non conoscano gli spacciatori di Civitanova Marche? Secondo le ricostruzioni, infatti, si trattava di due gruppi numerosi che si sono affrontati, pare appunto per questioni di diritto di spaccio. Questa è la vera cristallizzazione di una situazione nota da troppo tempo.

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