Classi pollaio, è già allarme tra i presidi per la ripresa a settembre


È già allarme per la ripresa della scuola a settembre. Quando tutti dovranno rientrare nelle classi in presenza, ma con l’obbligo per i presidi di garantire gli spazi necessari. Per il distanziamento sociale e per il rispetto delle norme per la riduzione del rischio pandemico. Si tratta di una coperta corta però, perché le aule a Roma e nel Lazio sono poche. Visto che conti alla mano, ne mancherebbero circa 400. Capaci di ospitare migliaia di studenti. Così ancora una volta si sta pensando di chiedere aiuto al privato, per reperire altri spazi da adattare a scuole. Ma ora è difficile, anche perché i tempi sono stretti. E il rischio per tutti è di trovarsi ancora una volta in m emergenza. A oltre un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia in Italia.

Se mancano le strutture inevitabili le classi pollaio

Sono delusi e adesso anche un po’ irritati i presidi del Lazio, che al tavolo regionale di ieri speravano di avere riposte più rapide sulla ripresa dell’anno scolastico e che invece adesso temono che si ripeta la situazione dell’anno scorso, cioè una corsa disperata alla ricerca di spazi che poi non sono stati trovati, col risultato che è rimasta la didattica a distanza: «Sappiamo che dal ministero e dal Cts devono ancora arrivare indicazioni certe – dice Cristina Costarelli, vicepresidente dell’associazione nazionale presidi di Roma – ma la scuola ha necessità di risposte più rapide anche se non definitive, per evitare di arrivare a ridosso dell’apertura quando i tempi non ci sono più: a un anno di distanza ci ritroviamo nella stessa identica situazione, soprattutto per quanto riguarda gli spazi». Una delle maggiori incertezze resta quella delle aule. Nel Lazio ne mancano circa 400, ma i presidi lamentano ritardi e poche informazioni anche sull’ultimo monitoraggio sugli spazi necessari, ormai di maggio, di cui ancora non conoscono gli esiti.

Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Rocco Pinneri, ieri ha ribadito che nei vari tavoli sull’edilizia scolastica si sta valutando di affittare nuove strutture, come del resto prevede il piano del ministero e come si provò a fare con l’idea della convenzione con gli albergatori, ma il tema è anche economico. Mentre sul personale Pinneri ha confermato che anche quest’anno almeno fino a dicembre ci saranno nuovi «docenti Covid», un potenziamento che però potrà essere utilizzato solo per le attività di recupero disciplinare e non, per esempio, per sdoppiare le classi più numerose.

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