Coin chiude a Roma, sfratto per lo storico store di via Cola di Rienzo: 67 lavoratori a rischio
La rete Coin a Roma entra in una fase delicata. Dopo le chiusure dei punti vendita di Porta di Roma e Lunghezza, l’ultimo incontro tra vertici aziendali e sindacati ha messo sul tavolo lo sfratto esecutivo per lo store di via Cola di Rienzo, nel quadrante Prati. La cessazione dell’attività, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, è prevista per il 4 aprile. Un passaggio che tocca un presidio storico del marchio nel centro della Capitale.
I numeri presentati ai sindacati e le ombre sul piano di risanamento
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs descrivono un quadro che, a loro giudizio, mette in discussione la tenuta del piano di risanamento avviato lo scorso anno. Nella nota diffusa dopo il confronto, i sindacati richiamano l’aumento di capitale di settembre 2025, ma sottolineano che l’ultimo esercizio si è chiuso con vendite 2025 inferiori a quelle del 2024 e un calo marcato degli ingressi nei negozi, non compensato dai nuovi layout e concept.
Margini in flessione e perdita operativa: la fotografia del 2025
Nel resoconto delle sigle sindacali, il dato più pesante riguarda la perdita a livello di margine operativo lordo: 35 milioni di euro. È un indicatore che, nella ricostruzione fornita, segnala una gestione ancora in difficoltà e un consumo di risorse che rende più complesso il percorso di rilancio. Sullo sfondo resta il nodo del retail fisico, con una domanda che cambia rapidamente e richiede investimenti mirati: una transizione che, per i lavoratori, si traduce in incertezza e riorganizzazioni.
Roma, il fronte occupazionale: 67 addetti e l’incognita su San Giovanni
Nella Capitale, la partita non si esaurisce con lo stop di via Cola di Rienzo. Le organizzazioni sindacali parlano di 67 lavoratori a rischio sul territorio romano e riferiscono che l’azienda avrebbe prospettato l’attivazione di ammortizzatori sociali o strumenti di flessibilità per altri siti, tra cui Cinecittà e San Giovanni. Un perimetro che amplia l’attenzione oltre il centro storico e sposta il confronto su come gestire la ricollocazione e la continuità occupazionale.
La richiesta di un tavolo al Mimit e il ruolo delle istituzioni
Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono di alzare il livello del confronto e sollecitano la convocazione urgente di un tavolo al Mimit. La linea indicata è quella della “piena chiarezza” sul piano industriale e della salvaguardia dei posti di lavoro, anche alla luce di anzianità medie elevate (oltre vent’anni, secondo le sigle). L’obiettivo dichiarato è inserire la vertenza in un perimetro istituzionale che assicuri trasparenza e responsabilità, negoziando strumenti di tutela per ogni singola posizione.
La posizione di Coin: “transizione necessaria”, investimenti e no ai licenziamenti collettivi
Da parte aziendale, Coin definisce la fase in corso una “transizione necessaria” per costruire un equilibrio finanziario solido dopo l’ingresso della nuova compagine azionaria e l’aumento di capitale. La società sostiene che gli interventi sulla rete riguardano punti vendita con perdite strutturali o colpiti da fattori esterni, come nel caso del negozio in Prati chiuso per sfratto esecutivo. Coin dichiara inoltre di puntare a un confronto con i sindacati per ammortizzatori sociali che mantengano il pieno livello dell’impiego, senza licenziamenti collettivi, nell’ambito di una rete che conta oltre mille lavoratori, e indica investimenti per almeno 10 milioni e nuove partnership commerciali in studio.