Commenti sessisti su una piattaforma, tra le vittime anche Valeria Campagna: le parole che tutte le donne (e gli uomini) dovrebbero leggere

Il web continua a mostrare il suo lato peggiore. Emergono nuovi fatti, più raccapriccianti dalla provincia di Latina dopo lo scandalo della pagina facebook “Mia Moglie” in cui gli uomini anonimi postavano e commentavano le foto delle loro mogli o di altre donne ignare di finire in un “circolo virtuale” di 32mila persone.
Nel gruppo facebook che Meta ha chiuso non c’era pornografia, era una violenza più subdola, invece da Aprilia si denuncia un fatto gravissimo.

Prese di mira le ragazze di Aprilia
Nelle ultime ore è stata denunciata la presenza di un sito/community online in cui gli utenti si scambiano e chiedono video o foto intimi di ragazze di Aprilia e non solo. Nel materiale fotografico scambiato c’erano anche foto normalissime prese dai social, a sessualizzarle ci pensavano gli utenti attraversi commenti pesantissimi.
Tra le vittime anche Valeria Campagna
Nella rete di foto scambiate è finita anche Valeria Campagna la vicesegretaria regionale del Partito Democratico e consigliera comunale di Latina.
“Ho scoperto che alcune mie foto sono state pubblicate sul sito phica.eu senza il mio consenso – scrive la stessa Campagna in un post sulla sua pagina facebook – foto prese dai miei social: non solo immagini in costume, ma anche momenti privati, pubblici, legati alla mia attività politica. Le hanno messe lì accompagnate da commenti volgari, sessisti, schifosi”.
“Tutto è partito da un post del 2024”, racconta Valeria Campagna. “Vicesegretaria del PD Lazio, trovo sia veramente fisicata questa ragazza. Davvero tanta roba. Che ne pensate?”, diceva il post nella community un anno fa, “da lì, per mesi, una discussione aggiornata ogni volta che spuntava una nuova foto ‘interessante’, con commenti dal ‘che lato b ragazzi mmm’ fino a ‘devo darle un voto di sb***a’, ìla sfonderei subito’ e altri che preferisco non scrivere”, racconta la consigleira.
“Non è un caso isolato – aggiunge – Dopo il gruppo facebook “mia moglie” ecco un’altra piattaforma che vive violando la nostra libertà e dignità. Un sito che pubblica video e foto di donne senza permesso, lasciando spazio a centinaia di commenti violenti e predatori.
“In particolare, ho trovato un’intera sezione dedicata a me, nella parte sulle donne in politica. Alcuni commenti parlano del mio corpo dal vivo. Significa che sono persone che mi conoscono, della mia stessa città, che si sentono autorizzati a parlare di me come fossi roba loro”.
Un messaggio alle donne
Poi un messaggio alle tante giovani finite sul web contro il loro consenso. “Su quel sito ci sono sezioni dedicate a ragazze d donne di Latina, di Aprilia, di tutta Italia. Eppure nonostante episodi così gravi siano sempre più frequenti, c’è ancora chi minimizza. Chi dice che sia “uno scherzo”, un gioco innocente”, “solo complimenti”. Ma le molestie non sono complimenti. Non riguarda la bellezza, ma il controllo, il possesso, il potere, il diritto che qualcuno pensa di esercitare sui nostri corpi”.
“E c’è ancora chi colpevolizza noi perché abbiamo pubblicato una foto in costume, perché abbiamo indossato una gonna corta, perché ci siamo mostrate con un vestito scollato. Come se il nostro corpo fosse sempre disponibile, pubblico, a disposizione degli occhi, delle parole e delle mani maschili. Io la chiamo col suo nome: cultura dello stupro. Becera, vomitevole, inaccettabile. Una cultura che legittima e giustifica la violenza, che ridicolizza chi denuncia, che colpevolizza le vittime invece di chi agisce. Figlia di una cultura patriarcale che normalizza l’idea che il corpo delle donne sia da possedere. Ho denunciato tutto alla Polizia. Invito chiunque si trovi nella mia stessa condizione a fare lo stesso: denunciare, segnalare, non restare in silenzio. Oggi sono schifata arrabbiata, delusa. Ma non posso tacere. Perché questa storia non riguarda solo me. Riguarda tutte noi. Riguarda il nostro diritto di essere libere, rispettate, di vivere senza paura”, conclude così Valeria Campagna.
La segnalazione
La denuncia sta circolando da ore e l’allerta è alta. Intanto c’è chi invita a segnalare il sito alla Polizia Postale.
“Personalmente ho presentato un esposto via PEC ed una segnalazione tramite il sito dedicato della Polizia Postale – dice Davide Zingaretti, segretario del Pd di Aprilia – È importante segnalare e denunciare in massa questa oscenità, sia nei confronti di chi diffonde/richiede il materiale che verso la piattaforma che consente tali pubblicazioni”.
Come denunciare
È possibile inviare una segnalazione formale alla Polizia Postale tramite il seguente link https://www.commissariatodips.it/…/segnala…/index.html o procedere con un esposto sia tramite il numero di urgenza 112 che tramite l’invio di una PEC a dipps512.0200@pecps.poliziadistato.it
“Cerchiamo di far pervenire più esposti possibili per unintervento immediato. Colgo l’occasione per esprimere massima solidarietàe vicinanza alle persone coinvolte”, conclude il segretario dem.