Consegnate le 600mila firme per la cannabis legale. Meloni: “Una follia, daremo battaglia”

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In occasione della presentazione delle firme per il referendum per rendere legale la cannabis, Fratelli d’Italia annuncia che e’ disponibile a mettere tutta la sua struttura a disposizione, se il referendum dovesse essere accolto dalla Corte Costituzionale, per organizzare il comitato per il no al referendum”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Roma.


“Noi crediamo che sia una follia, nella nazione che ha il piu’ alto tasso di abuso, di utilizzo di droghe presuntamente leggere tra i quindicenni, e terzo in assoluto, dire ai giovani e all’Italia, che dopo aver tolto loro il diritto alla socialita’, il diritto ad avere un’educazione adeguata, il diritto ad avere un posto di lavoro dignitoso, quello che lo Stato e le istituzioni sono in grado di regalare a questa generazione, e non soltanto, e’ la droga libera”, ha aggiunto.

Gasparri: “Ci attiveremo in tutta Italia per dire no alla cannabis legale”


“Abbiamo gia’ costituito con esponenti della societa’ civile, comunita’ terapeutiche, laiche e cattoliche, associazioni ed esponenti politici i primi comitati per il no al referendum sulla cannabis. E vogliamo difendere le ragioni della vita e denunciare i pericoli che scaturirebbero da un esito positivo di questo referendum. Dalla droga bisogna uscire con la prevenzione, con una informazione corretta, con il recupero. Non facilitandone la circolazione. E banalizzare l’uso di cannabis e’ un grave errore per i danni che la cannabis fa. Con i comitati abbiamo gia’ costituito delle prime presenze locali e ci attiveremo presto in tutta Italia con una campagna di informazione contro ogni droga”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

La gioia dei Radicali: “Il referendum darà una scossa al Parlamento”


“Sono oltre 600 mila le firme sul Referendum Cannabis che abbiamo depositato oggi in Cassazione. Firme di cittadini che chiedono di modificare una legge sbagliata, che ha riempito le carceri italiane di detenuti per reati legati alle sostanze stupefacenti, intasato i tribunali, perseguitato milioni di consumatori. Tutto cio’ senza avere minimamente intaccato la crescita del mercato illegale delle sostanze e gli interessi delle organizzazioni criminali che lo gestiscono”. Lo ha detto questa mattina Riccardo Magi, tra i promotori del Referendum Cannabis, prima di entrare in Cassazione. “Il Parlamento e’ bloccato sui temi dei diritti civili e delle liberta’ individuali, sulla Cannabis e sull’eutanasia nelle Commissioni della Camera, come del resto sulla legge Zan. Il Referendum, rivitalizzato dall’uso della firma digitale, non e’ un pericolo ne’ un attacco al Parlamento e alle sue prerogative, piuttosto e’ l’unico strumento in mano ai cittadini per superare lo stallo causato dai partiti che vi siedono e per fare passi avanti fondamentali su quei temi che toccano da vicino la vita delle persone”, ha concluso il presidente di +Europa.