Contagi, i divieti non funzionano: 348 morti e indice di positività altissimo

contagi mascherine a scuola

Contagi alti anche con pochissimi tamponi. Sono 10.800 i contagi da coronavirus in Italia resi noti oggi, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile diffuso dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 348 morti, che portano il totale a 75.680 dall’inizio dell’emergenza legata al covid. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti solo 77.993 tamponi. L’indice di positività si aggira attorno al 13,8%, ben lontano dalla media dell’8 per cento. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.579, con un calo di 4 unità. Sono invece 1.334 i nuovi casi da coronavirus nel Lazio secondo il bollettino di oggi. Segnalati inoltre altri 23 morti. 1.387 i guariti.

Preoccupazione per l’aumento dei contagi

“C’è stata una frenata nei miglioramenti che stavamo vedendo sul fronte dell’epidemia. Il fatto che aumenti la percentuale di positivi con pochi tamponi eseguiti in questi giorni ci fa intravedere che le cose non stanno andando bene”. Invita alla cautela il virologo dell’università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, e parla di “qualche spia d’allarme” nei numeri del coronavirus in Italia. “Il rischio di terza ondata c’è ancora”, ricorda. “Sui tamponi fatti in questi giorni festivi – spiega all’Adnkronos – c’è stato un rallentamento, quindi bisogna aspettare”. L’esperto nei giorni scorsi aveva fatto notare come il lockdown abbia ormai mostrato “il massimo che può fare nella modalità con cui è stato realizzato finora”. Per valutare se le Feste avranno avuto un impatto negativo sui numeri Covid, “occorrerà aspettare almeno 10-15 giorni”.

Cone le scuole si rischia di richiudere subito

“Sul fronte Covid-19 il quadro complessivo che mostra situazioni che non stanno migliorando o hanno qualche tendenza al peggioramento, fa pensare all’esigenza di valutare bene a livello territoriale la riapertura delle scuole. Sulla base di ciascuna situazione. Meglio attendere se necessario. Sarebbe una sofferenza in più aprire e poi dover richiudere subito di nuovo. Meglio usare cautela e pianificare tutti gli aspetti”. E’ la visione del virologo dell’università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, mentre si avvicina il 7 gennaio, data in cui ripartiranno le lezioni dopo le feste natalizie e si porrà il problema in particolare delle scuole superiori reduci da mesi di didattica totalmente a distanza.

Pregliasco: con questi contagi meglio attendere

“L’orientamento è di far tornare i ragazzi nelle aule? Laddove serve – spiega Pregliasco – a mio avviso è meglio attendere. Va valutato l’andamento di Covid-19 su ciascun territorio e forse è meglio fare una valutazione delle riaperture scolastiche in crescendo, pianificando ogni aspetto, dallo scaglionamento degli ingressi ai trasporti. E bisognerebbe anche valutare in modo particolare se aspettare ad aprire qualora fosse necessario. E’ vero che le scuole di per sé non rappresentano un grande rischio ma la questione è controversa, nel senso che non è chiaro se abbiano un ruolo facilitatore del contagio se la trasmissione del virus è elevata a livello locale. Lo abbiamo visto nella seconda ondata di Covid in Italia. Io vedrei meglio una progressione, non aprire tutto e subito, ma valutare ogni situazione con più cautela”.

Per approfondire