Coronavirus, Miami Fiumicino Catania senza controlli (video)

Mentre tutti noi siamo chiusi in casa aspettando che l’epidemia allenti la presa, in giro per il mondo continuano ad accadere cose incomprensibili. Come il doppio viaggio raccontato a Eleonora Daniele su Rai Uno da un uomo siciliano, precisamente di Catania. Salvatore Russo, questo il nome dell’intervistato, ha raccontato in diretta sul primo canale nazionale quanto gli sia stato facile viaggiare da una Nazione all’altra senza controlli o quasi. E come la stessa cosa sia successa anche alla sorella. Attenzione, non parliamo di due furbetti o di irresponsabili. Entrambi i fratelli si trovavano all’estero, probabilmente da prima delle chiusure disposte dal governo con gli ultimi decreti. E sono rientrati in aereo in Italia il 21 e il 22 marzo. Con dei voli lunghi da Miami e da Budapest e il rischio concreto di aver viaggiato con persone positive al Covid 19. Una volta arrivati a Fiumicino si aspettavano interrogatori, quarantena e controlli. Invece niente, un’occhiata alla temperatura e poi via. Fuori aeroporto. La prevenzione affidata solo alla loro coscienza di bravi cittadini.

Sono arrivato a Fiumicino da Budapest e mia sorella da Miami. Niente domande e controlli, solo la temperatura 

Sono arrivato da Budapest domenica 22 marzo, con un volo diretto. Volevo rientrare a casa prima che a causa dell’emergenza diventasse impossibile. Mia sorella invece si trovava a Miami ed è rientrata sabato 21, il giorno prima. Questo racconta Salvatore Russo, siciliano di Catania. Nel talk show su Rai Uno condotto da Eleonora Daniele. Avevo sentito mia sorella al telefono. Lei aveva preso il volo Miami Toronto. E poi ancora scalo a Francoforte e arrivo a Fiumicino. Mi aveva detto che molti nel volo starnutivano e tossivano. Le ho detto preparati, in Italia controllano tutti. Ti metteranno in quarantena in aeroporto. Invece niente, sabato sera mi ha lasciato di stucco. Le hanno controllato solo la temperatura corporea e chiesto l’autocertificazione. Le ho detto prendi un B&B con stanza singola e non andare in giro. Noi siamo persone responsabili. E a me è successa esattamente la stessa cosa, prosegue Salvatore Russo. Arrivato a Fiumicino da Budapest  mi hanno misurato la febbre, chiesto il modulo e niente altro. Nessuna domanda e piena libertà di uscire dall’aeroporto. Sono rimasto molto sorpreso dalla sostanziale assenza di ogni controllo.

 

Fratello e sorella girano il mondo e sbarcano all’aeroporto di Catania. Senza controlli

I giorno dopo, era lunedì 23 marzo abbiamo preso il volo Roma Catania sempre da Fiumicino. Solita trafila e sostanzialmente nessun problema. Arrivati allo scalo di Catania controllo per entrambi con il termometro elettronico. Consegna dell’autocertificazione e via. Ovviamente noi siamo saliti in macchina e ci siamo messi in quarantena volontaria. Senza vedere nessuno, nemmeno i familiari più stretti. Ma se avessimo voluto nessuno ci avrebbe fermato. E non eravamo tracciabili. Una vera follia, aggiungiamo noi. Sicuramente andrà accertato se tutti i protocolli sono stati rispettati da chi è preposto a fare i controlli. Ma se vogliamo davvero vincere la guerra contro il virus queste cose non possono accadere. Si sta discutendo molto, ma ora bisogna agire. Tamponi a tappeto, come da settimane sta predicando il governatore Zaia in Veneto. Stretta sugli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. Tracciabilita’ di chi è risultato positivo, anche se asintomatico. Misure dure, magari anche impopolari in una democrazia. Ma se continuiamo a essere un colabrodo non ne usciamo più. E rendiamo inutili i sacrifici di tutti quelli che stanno rischiando la vita per mettere fine all’epidemia.

#RAI1- “carenza di controlli per gli italiani di ritorno dall’estero”. La mia storia racconta la facilità di rientro dopo il DPCM del 22 marzo e l’assoluta mancanza di controllo da parte delle autorità sanitarie italiane negli aeroporti italiani. Ho raggiunto Roma da Budapest via Monaco di Baviera e giunto nella Capitale d’Italia mi è stata rilevata solo la temperatura corporea, nessun tampone, nessuna domanda da dove arrivassi, se avessi avuto dei contatti con persone con febbre, tosse etc. Ho incontrato mia sorella, giunta a Roma da Miami via Toronto e Francoforte, e anche lei mi ha confermato che nemmeno i passeggeri del suo volo sono stati sottoposti ad alcun controllo sanitario specifico, nonostante tanti avessero la tosse e il raffreddore. Abbiamo poi soggiornato tranquillamente separatamente in due B&B a Roma e il giorno successivo abbiamo preso il volo per Catania. Stessa procedura senza controllo sanitario anche all’aeroporto di Catania. Almeno a Catania ci aspettavamo un controllo più rigido, ma nulla, solo il rilievo della temperatura. Ora sia io che mia sorella siamo in isolamento in due appartamenti, come scelta di responsabilità nei confronti dei nostri cari, della Sicilia e della comunità favarese. La domanda è questa: se il Covid-19 si trasmette tra persone, come è mai possibile non effettuare controlli e procedure sanitarie sui viaggiatori in arrivo negli aeroporti internazionali? Come mai non c’è una tracciabilità dei soggetti provenienti dall’estero che potenzialmente possono essere infettati o ancora peggio asintomatici ? Se il motivo di uno spostamento basta scriverlo su un’ autocertificazione, allora tutti avranno un valido motivo per muoversi. Penso ai medici, agli infermieri, a tutti gli operatori sanitari e non che lottano ogni giorno per salvare vite umane; a tutti gli italiani chiusi in casa nel rispetto delle regole, tutti uniti per una lotta comune senza precedenti. Chi tutela questa gente dalla negligenza di qualche individuo arrivato in Italia asintomatico che non va in quarantena e incontra i propri parenti, amici e persone durante il loro viaggio di rientro ? Il governo emana decreti, ordinanze ecc … Ma chi fa rispettare le regole agli incivili vanificando gli sforzi a chi rispetta le regole?

Pubblicato da Salvatore Russo su Martedì 24 marzo 2020

 

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