Corsa folle di benzina e inflazione: ma a chi le hanno fatte le sanzioni, a Putin o a noi?

vladimir putin (2)

Continua la corsa dei prezzi dei carburanti. E anche quella dell’inflazione. Le quotazioni internazionali di benzina e gasolio hanno iniziato la settimana con un nuovo balzo, pari rispettivamente a oltre 5 centesimi al litro e 7 centesimi al litro. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di cinque centesimi al litro i prezzi della benzina e di otto centesimi al litro quelli del gasolio. Per IP +3 cent/litro sulla benzina e +5 sul gasolio. Per Q8 e Tamoil +5 e +7. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio, i prezzi Eni sono aumentati di 22 centesimi al litro per la benzina e di 25 cent/litro per il gasolio.

L’inflazione potrebbe arrivare all’8,4 a giugno prossimo

Anche l’inflazione in Italia è destinata a crescere ancora sistematicamente e arrivare, a giugno, all’8,4%. Una inevitabile, ulteriore impennata dell’indice dei prezzi al consumo verrà causata dalle crescenti tensioni per la guerra in Ucraina che stanno alimentando, in particolare, il prezzo del petrolio. Lo segnala il Centro studi di Unimpresa. Basando la previsione sull’inflazione con il prezzo del petrolio fino a 150 dollari al barile entro il mese di giugno, mentre, col petrolio a 120 dollari, il caro-vita potrebbe attestarsi al 7,5%: in entrambi i casi una accelerazione significativa che corre il rischio di pregiudicare la crescita economica prevista per il 2022 attorno al 4%. Le pressioni inflattive, cagionate principalmente dall’incremento del petrolio, potrebbero far perdere almeno un punto percentuale di prodotto interno lordo quest’anno.

Fosche le previsioni anche per i prossimi mesi

Non solo: potrebbero portare, questo il rischio maggiore, a una pesante stagflazione nel 2023, cioè crescita “zero” e caro-vita “galoppante”. Secondo il Centro studi di Unimpresa, col prezzo del petrolio a 150 dollari al barile, l’inflazione a giugno arriverebbe all’8,4% per poi ripiegare, solo in caso di miglioramenti, al 6,8% a settembre. Se, invece, le quotazioni del greggio si fermassero in media, nei prossimi mesi, attorno a quota 120 dollari al barile, l’inflazione si attesterebbe a 7,5% a giugno, per poi flettere al 6,4% a settembre. L’ultimo trimestre dell’anno potrebbe portare, in entrambi i casi, a un ulteriore ribasso dell’inflazione che a fine anno potrebbe attestarsi, rispettivamente al 4,8% col brent a 150 dollari e al 4,2% col brent a 120 dollari.

La guerra potrebbe ulteriormente cambiare le proiezioni

“Si tratta di proiezioni suscettibili di improvvise variazioni e correzioni. Il quadro internazionale incerto, a cagione del conflitto in corso tra Mosca e Kiev,. E non possono essere esclusi incrementi ancora più rilevanti rispetto alle previsioni realizzabili fino a questo momento”. Lo chiariscono da Unimpresa.

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