Corte d’Appello, soldi finiti e Avvocati in rivolta

La crisi colpisce indistintamente tutti i settori, e anche il mondo della giustizia non ne è risparmiato. Almeno così sembra da quanto sta succedendo alla Corte di Appello di Roma. Dove a lanciare il grido d’allarme è proprio il Presidente Massimo Gallo. I fondi a disposizione della Corte a metà aprile sono già finiti, ha fatto sapere Gallo. Dunque è impossibile liquidare gli onorari per il patrocinio a spese dello Stato e per le difese di ufficio agli Avvocati. Pur nella consapevolezza delle difficoltà che sta incontrando la categoria degli Avvocati in questo periodo, spiace dover comunicare che allo stato non è possibile soddisfare le richieste dei pagamenti. Poiché i fondi a disposizione risultano esauriti. Gallo inoltre ha aggiunto che la situazione è stata ampiamente rappresentata al Ministero della Giustizia. Sia con richieste di fabbisogno all’Amministrazione che con solleciti e aggiornamenti. Sulla insufficienza delle somme disponibili. Fin qui il Presidente della Cotte di Appello Massimo Gallo, ma è chiaro che la comunicazione non è stata presa affatto bene dagli Avvocati. E la reazione è stata durissima.

Niente soldi alla Corte di Appello per gli Avvocati del gratuito patrocinio. Ed è scontro con il Ministro Bonafede

La Corte di Appello di Roma ha terminato i fondi destinati al pagamento degli Avvocati che hanno patrocinato a spese dello Stato per le difese di ufficio. Si tratta di una questione molto delicata, perché il diritto alla difesa è un principio garantito per tutti dalla nostra Costituzione. Anche per chi non ha i soldi per permettersi un difensore di fiducia. Ecco perché esiste l’istituto del gratuito patrocinio. E le difese di ufficio sono svolte da Avvocati che hanno deciso di prestare questo servizio. Che viene fornito a delle tariffe prefissate e coperte dallo Stato. Ora però sembra che i soldi per questa voce siano finiti e questo potrebbe essere un grosso problema. Per l’immediato ma anche per il pregresso. Perché intanto l’assistenza legale è stata fornita, e non si può chiedere a nessuno di lavorare gratis. Soprattutto senza la certezza di quando e se la propria prestazione professionale sarà retribuita. L’Ordine degli Avvocati di Roma e l’Unione degli Ordini Forensi del Lazio hanno stigmatizzato tutta la vicenda con un duro comunicato di protesta. Perché i rappresentanti dell’Avvocatura avevano segnalato per tempo a Via Arenula che i fondi stavano per esaurirsi, ma non è arrivata alcuna risposta.

L’Unione degli Ordini Forensi del Lazio, subito liquidazione e pagamento dei compensi agli Avvocati

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e l’Unione degli Ordini Forensi del Lazio hanno chiesto la immediata liquidazione e il pronto pagamento dei compensi professionali dovuti agli Avvocati che hanno prestato gratuito patrocinio. Somme che al momento non sarebbero disponibili presso la competente Corte di Appello. Inoltre gli Avvocati del Lazio guidati da Luca Conti hanno ribadito che il ritardo nella liquidazione dei compensi sta comportando un gravissimo disagio per tutti i professionisti interessati. Anche perché la professione forense più di altre sta soffrendo la crisi derivante dall’emergenza sanitaria. L’istanza dell’avvocatura del Lazio non riguarda un sostegno economico straordinario, come avviene per altre categorie. Ma semplicemente la normale retribuzione per attività già prestate e regolate dalla legge. Avevamo lanciato l’allarme al Ministro Bonafede fin dal 18:marzo, concludono gli Avvocati. Ma non c’è mai stata risposta. E ora ne va della dignità e del rispetto di tutta l’Avvocatura.

https://www.ildubbio.news/2020/04/20/corte-dappello-di-roma-finiti-soldi-per-liquidare-patrocini-spese-dello-stato/

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