Covid, arriva la variante inglese. Tre comuni del Lazio in zona rossa

Ci risiamo. Arriva la variante inglese, e tre comuni del Lazio alle porte della Capitale diventano zona rossa. Dopo Rocca Gorga infatti, dalla mezzanotte di oggi hanno cambiato colore anche Carpineto Romano e Colleferro. Nonostante tutta la Regione almeno per altri 14 giorni rimanga zona gialla. I provvedimenti sono stati firmati dalla giunta regionale, per l’elevato numero di contagi che si sono riscontrati nei tre comuni. E per la presenza significativa della cosiddetta ‘variante inglese’. Quella che preoccupa di più, perché si tratterebbe di un ceppo del virus con una forte capacità di trasmissione. E potenzialmente in grado di rendere meno efficaci anche alcune tipologie di vaccinazione. Insomma, un rischio che nessuno vuole correre. E che quindi ha portato ai provvedimenti emergenziali firmati venerdì sera. Certo fa impressione, che dopo un anno esatto dal primo lockdown ci ritroviamo in una situazione simile. Con alcuni centri abitati isolati dal mondo. E le Forze dell’ordine che controllano che nessuno esca dalle cittadine, se non per i pochi motivi consentiti dal DPCM. Ma la situazione purtroppo è ancora questa. Unica strada, sbrigarsi con i vaccini. Con una postilla. Il problema non è dei (pochi) obiettori che non vogliono iniettarsi il siero. Ma delle dosi che non ci sono. E speriamo davvero in un cambio di passo, già dalle prossime settimane.

Variante inglese a Carpineto, Colleferro e Rocca Gorga. Ecco cosa succede nei prossimi 14 giorni

La presenza della famigerata variante inglese del covid nei comuni di Carpineto Romano, Colleferro e Rocca Gorga ha portato la Regione
Lazio a firmare il provvedimento d’urgenza che scivolare questi comuni nella cosiddetta zona rossa. Sarà così per due settimane, nella speranza che stando a casa l’indice del contagio possa migliorare. Mentre il resto della Regione come noto rimane zona gialla. Ma vediamo cosa potranno fare gli abitanti dei centri interessati dal provvedimento.

Ai sensi dell’ultimo DPCM del 14 gennaio scorso, che è leggermente diverso da quanto ci ricordiamo tutti per il primo lockdown. Chiusi quasi tutti i negozi, tranne quelli che vendono generi di prima necessità e alimentari. Ovviamente serrati bar e ristoranti, salva la possibilità di asporto e consegne a domicilio. Aperte farmacie e parafarmacie, tabaccai ed edicole. Vietati gli spostamenti all’interno dei comuni senza l’autocertificazione, e un valido motivo legato a urgenza, salute o lavoro. Così come è assolutamente vietato uscire dai confini urbani. Ammesso però il transito verso altre zone della Regione in fascia gialla, sempre per i motivi previsti dal DPCM. Sarà invece sempre possibile tornare a casa, anche arrivando da altre località. Aperti gli asili nido, le materne e le scuole primarie. Oltre al primo anno delle secondarie. Per il resto, didattica e corsi di formazione si svolgeranno da casa. Sarà sempre possibile andare a trovare amici e familiari, ma al massimo in due. Mentre i figli minori di 14 anni non vengono conteggiati. Infine, chiusi cinema, teatri, mostre e musei. Così come i centri sportivi. Permessa attività fisica individuale in prossimità della propria abitazione, distanziati di almeno un metro in caso di presenza di altre persone. E obbligo di indossare sempre, anche all’aperto, la mascherina di protezione facciale.

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