Covid, è allarme-Pasqua: “Rischiamo fino a 120mila contagi al giorno”
“Questa ondulazione di contagi” Covid “avrà un picco durante le feste pasquali, arrivando anche a 120mila contagi” giornalieri. “E dopo quel periodo si capirà se questa sarà da considerarsi come una quinta ondata”. Lo ha detto a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1 il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano. Quella alle porte sarà una “Pasqua col Covid, insomma, ma a fine maggio le cose dovrebbero migliorare”, ha precisato. Alla domanda se in autunno faremo una quarta dose di vaccino, il medico ha risposto “sì. E si arriverà a vaccini aggiornati come avviene per la semplice influenza”, ha ribadito. La risalita dei casi di Covid-19, e in parte anche dei ricoveri associati all’infezione, “avrà probabilmente un picco non pesante e per fine maggio dovrebbe esserci un miglioramento”.
Non si può escludere la comparsa di altre varianti Covid
Il virologo per il futuro ricorda tuttavia come non sia possibile escludere la comparsa di nuove varianti di Sars-CoV-2 potenzialmente insidiose. La sottovariante “Omicron 2, con la sua super contagiosità” che la renderà dominante, “farà sì – dice l’esperto all’Adnkronos Salute – che una gran parte di noi, almeno per un po’, avrà anticorpi contro il virus. Vuoi perché infettato e guarito, vuoi perché vaccinato, vuoi perché vaccinato e comunque infettato e guarito. Ma sappiamo che questo non garantisce un’immunità per la vita – precisa Pregliasco -. E quindi un” nuovo “rialzo” della curva “presumibilmente in autunno” ce lo si può aspettare. E poi “bisogna lasciare sempre lì”, come eventualità possibile, anche “la spada di Damocle di una nuova variante diversa”.
“Non togliamo le mascherine al chiuso”
Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, parla delle mascherine.”Se togliamo le mascherine al chiuso, c’è la possibilità di nuova ondata di contagi” Covid “a giugno e luglio”. Ma quindi andrebbero tenute anche dopo fine aprile? “Lasciamo lo step della loro eliminazione dal primo maggio – ha risposto l’esperto -. Ma comunichiamo che c’è la possibilità di tornare indietro, se il numero dei ricoverati e delle terapie intensive si alza come in passato“. “Con la quarantena a 7 giorni” per i positivi a Covid-19 anche dopo il primo aprile “tante persone non si denunceranno. Temo anche che si verrà a creare una contrapposizione tra chi ha un lavoro dipendente, e può stare a casa, e chi invece ha partiva Iva o è autonomo. Questo produrrà anche una sottostima dei casi positivi. Dunque sarebbe stato più giusto applicare un metodo variabile per gestire la quarantena. Se si ha un tampone negativo prima dei 7 giorni si può uscire. Mi pare che invece la scelta sia stata quella di rimanere su posizioni molto simili alla Cina”.