Covid, improvviso picco di contagi e di morti: aumentano anche i ricoveri

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Sono 4.054 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore in Italia e 48 i morti. E’ quanto emerge dai dati aggiornati sull’emergenza. L’incremento di tamponi da ieri è + 639.745 con un tasso di positività allo 0,6%. Lieve aumento dei ricoverati con sintomi (+25) e dei ricoverati in terapia intensiva per Covid (+3) nelle ultime 24 ore. Emerge dai dati aggiornati sull’emergenza. Il totale dei ricoverati sale a 2.604 mentre i ricoverati in terapia intensiva sono complessivamente 341 con 37 ingressi del giorno.

Anche nel Lazio aumentano contagi e decessi

Oggi nel Lazio, “su 10.455 tamponi molecolari e 27.158 tamponi antigenici per un totale di 37.613 tamponi, si registrano 437 nuovi casi positivi (+51); 10 i decessi (+5) comprensivi di alcuni recuperi, 354 i ricoverati (-4), 51 le terapie intensive (+2) e 353 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 1,1%. I casi a Roma città sono a quota 183”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria, Alessio D’Amato, nel bollettino al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali di Asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Nelle province si registrano 97 nuovi casi e 2 decessi.

Sono 8.980 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 354 ricoverati, 51 in terapia intensiva e 8.575 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 374.650 e i morti 8.770, su un totale di 392.400 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

La situazione europea, con i casi di Covid in aumento, secondo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, potrebbe presentarsi anche in Italia: “Anche da noi stanno per arrivare freddo e sbalzi termici – spiega ai microfoni di iNews24 -. Abbiamo riaperto le attività lavorative e le scuole. Bisognerà vedere solo quando arriverà anche in Italia il colpo di coda, ma rischiamo lo stesso scenario, con la compresenza del virus influenzale. In altri Paesi il freddo arriva prima e in più l’Uk ha commesso l’errore di aver riaperto tutto”.

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