Covid in preoccupante ascesa: quasi 63mila contagi e 62 morti, Positività mai così alta

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Sono +62.704 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore in Italia e 62 i morti. E’ quanto emerge dai dati aggiornati sui contagi. I tamponi effettuati in più rispetto a ieri sono 292.345 e il tasso di positività sale al 21,4%. In aumento i ricoveri ordinari (+218) rispetto a ieri per un totale di 4.803 pazienti. Invece sono in lieve calo (-3) i ricoveri in terapia intensiva per un totale di 206 pazienti e 25 ingressi del giorno. Gli attuali positivi sono 599.930 (+25.281 rispetto a ieri) e i dimessi/guariti sono 17.191.557 (+37.921).

Lazio, salgono contagi e ricoveri, meno morti

Oggi nel Lazio “su 6.063 tamponi molecolari e 35.795 tamponi antigenici per un totale di 41.858 tamponi, si registrano 7.549 nuovi casi positivi (+4.915), sono 3 i decessi (-3), 527 i ricoverati (+26), 48 le terapie intensive (+4) e +4.149 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 18%. I casi a Roma città sono a quota 4.474. I casi sono in deciso aumento, necessaria quarta dose per over 80”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel bollettino Covid quotidiano. Sono 125.036 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 527 ricoverati, 48 in terapia intensiva e 124.461 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 1.511.384, i morti 11.421, su un totale di 1.647.841 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

Palù: maggiore contagiosità ma meno virulenza

“I dati sono molto tranquillizzanti. Praticamente non si vedono più le polmoniti tranne che nei soggetti che hanno altre patologie concomitanti. E questo è dovuto ad una serie di altre mutazioni che impediscono al virus di fondersi con le cellule polmonari. Sembra essere un percorso evolutivo che caratterizza il virus per maggior contagiosità ma minor virulenza”. Così il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, al Gr1 delle 13 su Rai Radio1, rispondendo alla domanda se dal punto di vista della patogenicità e della pericolosità la sottovariante Omicron 5 fa temere una ‘ondata estiva’.

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