Covid, lieve rialzo di contagi e decessi. Ma scendono positività e ricoveri

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Sono 2.466 i contagi da Covid-19 in Italia oggi, 5 ottobre 2021, secondo numeri e dati del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Da ieri ci sono stati altri 50 morti. Sono 322.282 i tamponi, tra molecolari e antigenici, processati in 24 ore che fanno rilevare un tasso positività allo 0,76%. Sono quattro in meno in 24 ore i pazienti ricoverati in terapia intensiva con Coronavirus, per un totale di 433 persone. Calano anche i ricoverati con sintomi, 64 in meno, portando il totale dei pazienti nei reparti ospedalieri a 2.968.

Sono 221 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 5 ottobre nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 4 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 10.939 tamponi molecolari e 14.814 antigenici nella Regione con un tasso di positività allo 0,8%. I ricoverati sono 368, 3 in più rispetto a ieri, e 57 le terapie intensive occupate. Da ieri i guariti sono stati 513. I casi a Roma città sono a quota 129.

Nell’Asl Roma 1 sono 64 i nuovi casi e 2 decessi. Nell’Asl Roma 2 sono 43 i nuovi casi e 2 decessi. Nell’ Asl Roma 3 sono 22 i contagi. Nell’ Asl Roma 4 sono 16 i nuovi casi. Nell’Asl Roma 5 sono 9 i contagi. Nell’Asl Roma 6 sono 22 i nuovi. Nelle province si registrano 45 nuovi casi – continua, di cui 11 nell’Asl di Frosinone si registrano 11 nuovi casi, 18 nell’ Asl di Latina si registrano 18 nuovi casi, 7 in quella di Rieti e 9 in quella di Viterbo.

Intanto si apprende che l’efficacia del vaccino Pfizer contro il covid è diminuita nell’arco di 6 mesi, passando dall’88% registrato un mese dopo le due dosi al 47% dopo 6 mesi. Tuttavia l’efficacia vaccino contro i ricoveri per tutte le varianti, inclusa Delta, è rimasta alta (al 90%) per almeno 6 mesi. E’ il dato che emerge da uno studio del consorzio Kaiser Permanente e di Pfizer, pubblicato su ‘The Lancet’. In un’analisi specifica, i ricercatori hanno scoperto che queste riduzioni di efficacia contro le infezioni nel tempo sono probabilmente dovute proprio al declino dell’effetto scudo, non alla variante Delta che sfugge alla protezione del vaccino

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