Crans Montana a Roma, sigilli al night club ‘fantasma’ della movida: uscite d’emergenza insufficienti, narghilè accesi


Roma, la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la convalida del sequestro preventivo di un night club ritenuto abusivo in centro. Il blitz della Divisione Amministrativa della Questura di Roma nasce da un sospetto semplice: dietro la “serata”, sostengono gli inquirenti, ci sarebbe stato un esercizio capace di esporre gli avventori a rischi non accettabili. In alcune ricostruzioni giornalistiche il locale viene indicato come Escopazzo a due passi da largo Argentina.

Dalla carta al pericolo: una sola via di fuga

La prima contestazione è amministrativa: mancava il titolo autorizzativo della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per svolgere trattenimento danzante. Ma il cuore dell’operazione sta nel rischio “fisico”: narghilè in uso con carboni ardenti; un fornello acceso in un ambiente retrostante, a ridosso di prese elettriche; impianti non a norma, materiale infiammabile e allestimenti privi di certificazione ignifuga. Nel quadro, emerge anche una criticità “da allarme rosso” in caso di evacuazione: uscite di emergenza giudicate inadeguate, con una sola porta per afflusso e deflusso dell’utenza e una porta che, secondo gli accertamenti, non sarebbe risultata realmente utilizzabile.

La “burocrazia” che salva vite: cosa impone la Vigilanza

Qui la parola “burocrazia” rischia di essere fuorviante. Il D.P.R. 311/2001 (intervenendo sul regolamento di esecuzione del TULPS) definisce il perimetro delle commissioni di vigilanza: pareri sui progetti, verifiche su solidità, sicurezza e igiene, controlli nel tempo sul rispetto delle cautele imposte. Sul fronte antincendio, la regola tecnica del D.M. 19 agosto 1996 fissa criteri e standard per i locali di intrattenimento e pubblico spettacolo: vie di esodo, impianti, materiali e gestione non sono dettagli, ma condizioni operative per tenere insieme business e tutela delle persone.

La stretta sulla nightlife: un trend che si consolida

Il sequestro di queste ore non arriva nel vuoto. A metà gennaio, altri controlli su locali notturni hanno portato a nuovi sigilli, con percorsi di fuga descritti come ostruiti da tendaggi e ingombri: la stessa dinamica, ripetuta, che trasforma la capienza in un boomerang quando scatta un’emergenza. La linea annunciata è quella dei controlli continui e della mappatura dei quadranti cittadini, in sinergia con gli altri corpi di polizia, per impedire la sedimentazione di “zone franche” sottratte a legalità, igiene e sicurezza.