Crespi: “La mia condanna una cosa lunare. La grazia di Mattarella ha un valore straordinario”

ambrogio crespi foto 7colli

“La condanna è una cosa lunare, assurda, non mi appartiene, culturalmente incompatibile con le mie posizioni, e per me basta leggere le carte del processo per rendersi conto che esiste un solo Ambrogio” Così, in un colloquio con il Corriere della Sera, Ambrogio Crespi, dove dichiara di essere stato “condannato per una telefonata anni dopo le elezioni, e per aver fornito voti a un politico a me sconosciuto”.
Detenuto a scontare 6 anni, Crespi (fratello di Luigi, che nel 2001 fu il sondaggista anche di Berlusconi) sei mesi fa ha ottenuto il differimento della pena sino al 9 settembre, in attesa della decisione del Quirinale sulla grazia chiesta da sua moglie e arrivata il 2 settembre dal presidente Sergio Mattarella. Una grazia parziale, che fa scendere la pena residua sotto il tetto dei 4 anni, dunque scontabili (lo deciderà il Tribunale di Sorveglianza) o in affidamento in prova ai servizi sociali o di nuovo in carcere.

Dell’esperienza carceraria, Crespi, detenuto in regime di massima sicurezza, racconta che “è dura, se poi la condividi con chi hai combattuto, diventa difficile e ti segna. Io non ho mai iniziato a pensare come un detenuto. E tra i detenuti ho trovato tanta voglia di cambiare e di riscatto, che non è mai scontata e non è maggioritaria. Ma in carcere la sofferenza è inaudita. Specie se, per non traumatizzare i tuoi figli piccoli, devi inventare una straordinaria narrazione in cui il loro papà è dovuto di colpo sparire in missione segreta, dentro un bunker, per far fare la pace a due popoli… Non volevo che, andando a trovare il papà, finissero per sentire come ‘nemici’ gli agenti, le divise, la legge, la giustizia, e magari invece come ‘amici’ proprio quelli dietro le sbarre. E lo straordinario è che anche a scuola tutti i genitori degli altri bambini hanno coperto questa storia, è stata davvero una magia.”.

Intanto domani, il regista di ‘Terra Mia’ e dei documentari su Enzo Tortora e sul Capitano Ultimo, per adesso libero, sarà al Festival del Cinema di Venezia. “Torno come autore de Le 7 giornate di Bergamo —- spiega Crespi – grazie alla società di comunicazione Psc per cui lavoro e che mi ha consentito di contribuire alla sceneggiatura del film diretto da Simona Ventura” sulla Bergamo flagellata dal Covid.

Crespi sulla grazia concessa da Mattarella


Sulla grazia da parte del presidente della Repubblica, Crespi afferma che “il gesto di clemenza di Mattarella, egli stesso vittima di mafia per l’assassinio di suo fratello Piersanti, nell’anniversario della morte del generale Dalla Chiesa, e a soli 6 mesi dalla mia condanna in Cassazione, ha un valore umano e politico straordinario. Il Tribunale di Sorveglianza – sottolinea – mi ha restituito la libertà ritenendo che nel mio percorso non fosse necessaria la correzione carceraria, e usando per me parole lusinghiere che ho atteso per anni. Io ho accettato la sentenza ma – aggiunge – poiché ha condannato un innocente, non mi resta che chiederne la revisione e ricorrere a Strasburgo: ritengo di essere stato condannato in base al libero e legittimo convincimento dei giudici di tre gradi di giudizio senza prove e riscontri fattuali”.

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