Crisi Iran, Roma alza la soglia di allerta: torna il ‘pacchetto Giubile’ con droni e reparti speciali
L’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente, con lo scambio di missili tra coalizione Usa-Israele e Iran e le ricadute sulla sicurezza regionale, riporta al centro il tema della sicurezza antiterrorismo a Roma. In Prefettura e in Questura si rafforza la cornice operativa già rodata per il Giubileo: più presidi fissi, reparti speciali in prontezza e un impiego esteso di sistemi antidrone.
Questura in regia, anche a distanza: il caso Massucci
Il questore Roberto Massucci continua a coordinare il tavolo tecnico serale sulla sicurezza capitolina pur essendo bloccato a Dubai con la famiglia, a causa delle interruzioni del traffico aereo collegate alla crisi nel Golfo. In collegamento con i vertici della Questura e con il capo di gabinetto Giampaolo Monastra, Massucci segue l’attuazione delle misure condivise dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito in Prefettura. Obiettivo: mantenere una postura alta, senza indicazioni di minaccia specifica ma con attenzione massima.
“Pacchetto Giubileo” riattivato: antidrone, bonifiche e h24
Il dispositivo ricalca il modello già impiegato per il Giubileo: bonifiche continue, vigilanza h24 e tecnologie antintrusione, con particolare rilievo ai sistemi antidrone. Sul terreno operano le unità antiterrorismo e antisabotaggio: Uopi per la Polizia, Api e Sos per l’Arma, i baschi verdi Atpi della Guardia di Finanza, con la cornice di reparti di élite come Nocs e Gis in funzione di supporto. Un impianto pensato per prevenire, dissuadere e reagire rapidamente.
Obiettivi sensibili: una mappa che supera i 4.400 siti
Roma resta tra le città più presidiate: circa 4.400 obiettivi sensibili, con un capitolo particolarmente delicato legato a siti ebraici e israeliani (circa quattrocento). L’attenzione si estende anche a interessi americani, europei e occidentali, oltre a sedi e luoghi riconducibili ai Paesi del Golfo. Nel perimetro rientrano ambasciate, sedi istituzionali, aree turistiche e luoghi di culto. Tra i punti costantemente monitorati figurano anche: Ghetto ebraico e Tempio Maggiore, stazioni e metro, Fiumicino e Ciampino, porto di Civitavecchia.
Controllo dinamico: eventi, flussi turistici e sorveglianza cyber
Il modello operativo è adattivo: pattuglie “sensibilizzate” sul territorio e riunioni tecniche che incrociano informazioni disponibili ed eventi in calendario, modulando presidi e controlli in base a orari e affluenze. Accanto alla vigilanza fisica cresce quella informatica, con verifiche e monitoraggi su infrastrutture e obiettivi esposti. In una città ad alta densità di eventi, la prevenzione passa anche dalla gestione dei flussi: monumenti, grandi catene commerciali, centri culturali e religiosi (cattolici e islamici) restano osservati speciali.
Strade Sicure e possibili rinforzi: lo scenario dei prossimi giorni
Sul terreno opera anche l’Esercito con Strade Sicure, con mezzi corazzati dislocati in aree simboliche come Termini e Colosseo, con funzione di prevenzione e deterrenza. Non si escludono rinforzi: è allo studio un progetto di innalzamento della vigilanza con migliaia di ausiliari dei carabinieri, in un quadro internazionale segnato da più conflitti e da un rischio emulativo sempre da considerare. Parallelamente, investigazione e intelligence intensificano l’attività per intercettare segnali precoci e anticipare eventuali minacce.