Crosetto bloccato a Dubai durante l’attacco in Iran: rientra con aereo militare, esplode la polemica politica
Il ministro della Difesa fermo a Dubai mentre in Medio Oriente esplode l’ennesima crisi militare. È bastata questa immagine per innescare una tempesta politica che non si spegne con il suo rientro in Italia. Guido Crosetto, rimasto negli Emirati Arabi a causa della chiusura degli spazi aerei dopo i bombardamenti su Iran, ha annunciato di essere tornato con un aereo militare, lasciando la famiglia a Dubai e pagando personalmente il viaggio “il triplo” per evitare polemiche su un presunto uso di un volo di Stato. Parole pronunciate con tono irritato. Ma la polemica non riguarda il costo del biglietto. Il punto è un altro. Ed è molto più politico.
Perché la critica che è montata dall’opposizione e non solo non riguardava il costo del viaggio. Riguardava il fatto che, mentre il Medio Oriente entrava in una nuova fase di escalation militare, il ministro della Difesa italiano si trovasse all’estero e, secondo quanto emerso, senza essere stato informato preventivamente dell’imminenza dell’attacco.
Le critiche: Vannacci e M5S all’attacco
Secondo quanto dichiarato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il governo sarebbe stato informato dell’attacco dal ministro israeliano Sa’ar a operazione già in corso. «Io personalmente non lo sapevo», ha detto Tajani rispondendo ai giornalisti alla Farnesina, aggiungendo che Crosetto era partito prima dell’inizio delle ostilità. Una ricostruzione che alimenta interrogativi sul livello di coordinamento con gli alleati e sulla catena di comando in una fase delicata per la sicurezza internazionale.
Il generale Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, ha attaccato con un post al vetriolo: «Partita l’operazione speciale per esfiltrare Crosetto: l’unico ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo». Un affondo che ha contribuito ad alzare ulteriormente il tono dello scontro. Dal fronte politico, il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del ministro. Il leader Giuseppe Conte parla di un governo che “non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi” in corso, mentre il vicepresidente Stefano Patuanelli sottolinea che non si tratta di una questione personale ma istituzionale: «In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale, il ministro della Difesa non è fisicamente nel Paese e non può rientrare tempestivamente».
Crosetto ha respinto le accuse, spiegando di aver scelto un aereo militare per rientrare rapidamente, lasciando la famiglia a Dubai e sostenendo personalmente il costo del viaggio per evitare strumentalizzazioni. «Trovo vergognoso questo modo di fare polemica», ha dichiarato.
Non solo Crosetto: anche il questore di Roma bloccato negli Emirati
A Dubai, per motivi personali, si trovava anche il questore di Roma Roberto Massucci, rimasto negli Emirati a causa della chiusura dello spazio aereo. Nessun rischio per lui. Secondo quanto riferito, Massucci è in costante contatto con i vertici della Questura di Roma, segue da remoto i piani di sicurezza e partecipa quotidianamente a riunioni in videoconferenza. Il rientro è previsto non appena le condizioni lo consentiranno.
Il tema, ora, non è più logistico. È politico. In un contesto di guerra in Medio Oriente, con l’Italia impegnata nei rapporti con Washington e Tel Aviv, la domanda che circola nei palazzi è una sola: quale livello di informazione preventiva aveva Roma? La polemica sul volo di Stato è rimasta sullo sfondo. Al centro c’è la credibilità internazionale del Paese e la percezione del suo peso nei dossier più sensibili.
Crosetto ha parlato di attacchi bassi. L’opposizione parla di inadeguatezza. In mezzo c’è una crisi internazionale che non concede leggerezze. E quando si parla di Difesa e sicurezza nazionale, l’asticella dell’attenzione si alza sempre.