Crosetto replica a Storace con una mossa da bimbominkia: anziché argomentare lo blocca su Twitter
«Una nuova forma di #antifascismo militante? Ti bloccano su Twitter. In fondo meglio delle spranghe di un tempo. Suggerisco un buon neurologo». Così Francesco Storace ha commentato la reazione di Guido Crosetto, nel “duello” Social tra il vicedirettore del Tempo e il cofondatore (non si sa se pentito) di Fratelli d’Italia.
Una querelle social nata dopo le piroette di Crosetto, non nuovo ai dietrofront. L’ultima conversione, in diretta tv, nella trasmissione di Formigli Piazzapulita, su La7. Pochi giorni fa sancì l’addio in diretta per protestare (giustamente) contro il plotone d’esecuzione attuato da Formigli e compagni contro Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.
L’ex sottosegretario alla Difesa non aveva neanche fatto in tempo a incassare gli applausi e i complimenti per aver sbattuto la porta in faccia a una trasmissione ideologizzata, che da casa aveva già chiesto scusa per la reazione. Non solo: Crosetto la settimana successiva era di nuovo in studio a La7 come se nulla fosse accaduto. Anzi, con il capo cosparso di cenere, si è proposto con l’atteggiamento di chi voleva abiurare tutto e tutti e chiedere perdono pure per il ratto delle Sabine, se Formigli glielo avesse chiesto.
Ma è stata soprattutto la deriva veterodemocristiana a indispettire Storace. Una retorica ipocrita contro il sovranismo, completamente appiattita sulle pretese della sinistra. Sinistra che, va ricordato, non darà mai legittimità alla destra. Non ci saranno abiure o inginocchiamenti che tengano. Da qui, le relative critiche a Crosetto di Storace, su 7Colli.
La critica di Storace, la replica stizzita di Crosetto
«Si continui pure così – ha scritto Storace – a farsi del male da soli. La battaglia per la sovranità nazionale – e non solo – deve essere un punto fermo degli uomini liberi, altro che chiacchiere. E non può essere la sinistra a decidere che cosa si possa essere a destra. Ma è il vizio di chi soffre complessi di inferiorità quello di piegarsi alla loro propaganda. “Guerra delle parole”, la defini’ proprio Almirante nella storia del Msi. Ma almeno la combatteva. Qui fa paura persino Fanpage… Vuol dire perdere anche una battaglia culturale di identità e di rappresentanza».
Crosetto avrebbe potuto rispondere argomentando una risposta. Ha scelto una reazione da bimbominkia, bloccando Storace su Twitter. Peccato, perché la storia della destra è una cosa seria e non materia da dispettucci da tastiera.