Da Tokyo a Roma per vendere 4 Rolex: collezionista pagato con 247 mila euro del Monopoli
Doveva essere una trattativa tra collezionisti, è finita come una truffa da manuale. Vola dal Giappone a Roma con quattro Rolex da collezione in valigia. Torna a casa senza orologi e con uno zaino pieno di banconote finte. Così un collezionista giapponese di 33 anni è tornato a Tokyo senza orologi e senza soldi, dopo essere stato raggirato per 247mila euro.
L’aggancio su Instagram e il viaggio dal Giappone a Monteverde
Tutto parte dai social, come ormai accade sempre più spesso. C’è il primo contatto su Instagram, con dei messaggi che dimostrano l’interesse per gli orologi di lusso. La vittima, un collezionista giapponese di 35 anni, pubblica le foto dei suoi pezzi: due Rolex Daytona in oro, un Gmt-Master con ghiera blu e rossa, un Datejust, per un valore complessivo di 247mila euro. Dall’altra parte dello schermo, una coppia di truffatori romani. Lo convincono a venire in Italia, a spese proprie, per chiudere l’affare di persona. Lui accetta. Compra il biglietto, parte da Tokyo, atterra a Fiumicino convinto di fare un affare sicuro.
Il collezionista alloggia in un hotel in zona Bravetta. E la truffa scatta nella tarda serata di sabato 17 gennaio, a Monteverde. Verso le 23 i due presunti acquirenti, italiani, lo vanno a prendere con una Volkswagen a noleggio, intestata a una terza persona. Si fermano in un pub della circonvallazione Gianicolense. Uno resta in auto, l’altro entra. Si siedono, ordinano da bere per rendere l’atmosfera leggera. Parlano di cronografi, di modelli rari, di passione per gli orologi. Poi lo scambio.
La valigetta con i Rolex e lo zaino pieno di banconote false
Il collezionista consegna la valigetta con i Rolex. In cambio riceve uno zainetto. Dentro, apparentemente, 247mila euro in contanti, divisi in mazzette ordinate, strette da fascette. Il collezionista giapponese fa un controllo rapido, sembra tutto a posto. I due si salutano. E i truffatori spariscono. Solo una volta rientrato in albergo arriva la doccia fredda. Lo zaino viene riaperto con calma. Ogni mazzetta contiene una sola banconota autentica, sopra decine di soldi facsimile, come quelli del Monopoli. Una truffa vecchia, ma ancora qualcuno ci casca.
Nel frattempo, i truffatori cancellano tutti i loro profili social e si rendono irreperibili, con le loro sim già disattivate. Al collezionista non resta che sporgere denuncia al commissariato Monteverde, prima di risalire su un aereo e tornare in Giappone senza orologi e senza soldi. Gli investigatori ora lavorano su noleggi auto, movimenti social, telecamere della zona. Ma trovarli non sarà facile: il colpo è stato studiato nei minimi dettagli, una vera e propria “partita”, finora vinta dai truffatori.