Damiano Alberti morto a 23 anni: addio al creator di Cerveteri che su TikTok e Twitch aveva raccontato il tumore, web in lutto
A 23 anni si pensa al futuro, non all’addio. E invece oggi la rete si è fermata per Damiano Alberti, creator e streamer di Cerveteri, morto dopo aver raccontato in diretta, senza filtri, la sua battaglia contro un tumore maligno alla gamba. La notizia, diffusa dalla famiglia nelle ultime ore, ha attraversato Instagram, TikTok, Twitch e YouTube in pochi minuti. Una valanga di messaggi, incredulità, silenzi improvvisi.
Damiano non era solo un volto dei social. Era un ragazzo che aveva trasformato la malattia in racconto pubblico. E quel racconto oggi pesa come un testamento.
La malattia raccontata in diretta: il tumore, le operazioni, il ritorno a camminare
Dal 2023 aveva scelto di condividere tutto. La diagnosi del tumore alla gamba, gli interventi chirurgici, le terapie, i momenti in cui la stanchezza sembrava avere la meglio. Ma anche le piccole vittorie. Non c’era retorica nei suoi video. C’era la vita, così com’è. Dirette su Twitch, aggiornamenti su YouTube, storie su Instagram: Damiano parlava guardando dritto nella camera, spiegava cosa stava succedendo, ammetteva la paura e poi provava a ridimensionarla.
Dopo un lungo silenzio, durato quasi un anno, era tornato online. Aveva raccontato di essersi sottoposto a diversi interventi e, a dicembre, aveva annunciato un traguardo che per molti è scontato: era tornato a camminare. Un video semplice, ma potentissimo. Poi il racconto più completo, “365 giorni dopo – la storia della mia malattia”, in cui ripercorreva l’intero percorso dalla diagnosi alla terapia. Un contenuto che oggi viene condiviso come un documento di coraggio. Non costruito. Non patinato. Vero.
Il dolore della community: migliaia di messaggi sui social
La morte di Damiano Alberti ha colpito al cuore la sua community social. I commenti si sono moltiplicati sotto ogni post. Parole brevi, spesso spezzate. «Non ci sono parole», «Grazie per averci insegnato a non mollare», «Guerriero, ora abbraccia tua mamma». Molti ricordano proprio quel ritorno davanti alla telecamera dopo mesi di assenza. Quel sorriso ancora fragile, ma determinato. La sensazione che il peggio fosse alle spalle. La speranza, condivisa da migliaia di follower, che la strada fosse finalmente in discesa.
Anche amici e colleghi creator hanno voluto salutarlo pubblicamente. Tra questi, l’amico di vecchia data Sespo, che ha condiviso uno scambio privato in cui Damiano parlava di nuovi progetti, di idee accumulate durante la malattia, di futuro. Un futuro che aveva ancora voglia di costruire.
Camera ardente e funerali a Cerveteri: l’ultimo saluto
La famiglia – il padre, i fratelli, la sorella – ha comunicato la notizia con discrezione, senza entrare nei dettagli clinici. La camera ardente sarà allestita alla Domus Caere di Cerveteri, mentre i funerali si terranno nella Chiesa Parrocchiale Santa Maria Maggiore. Un ultimo saluto che si preannuncia partecipato, non solo dalla comunità locale ma anche da chi, pur non avendolo mai incontrato, si sentiva parte della sua storia.
Un creator diverso: la forza della trasparenza
In un ecosistema digitale spesso dominato da filtri e costruzioni perfette, Damiano Alberti aveva scelto l’opposto. Nessuna maschera. Nessuna narrazione eroica forzata. Solo la volontà di condividere cosa significhi convivere con un tumore a 23 anni. La sua forza non stava nell’ostentazione del coraggio, ma nella normalità con cui raccontava il dolore. Ed è questo che lo ha reso credibile, vicino, umano.
Oggi resta una traccia digitale fatta di video, dirette, parole che continuano a circolare. Ma soprattutto resta l’impatto di una testimonianza che ha unito una community intera attorno a un tema difficile, senza mai trasformarlo in spettacolo. Il web, che corre veloce e dimentica in fretta, stavolta si è fermato. Per salutare un ragazzo che aveva deciso di farsi vedere fragile. E proprio per questo, forte.