Dance for Alzheimer a Ostia, quando la danza sfida la malattia: una serata che unisce arte, memoria e ricerca

locandina Ostia

La memoria a volte si perde, ma il corpo continua a ricordare. È da qui che parte Dance for Alzheimer, un evento che unisce danzasolidarietà e sensibilizzazione, trasformando il palcoscenico in uno spazio di consapevolezza. L’appuntamento è per giovedì 30 gennaio 2026, alle 21, al Teatro del Lido di Ostia, per una serata che mette al centro la malattia di Alzheimer e chi la vive ogni giorno, spesso in silenzio.

“La memoria che danza” al Teatro del Lido

La prima edizione di Dance for Alzheimer – La memoria che danza nasce come evento di beneficenza promosso dall’Associazione Amici Alzheimer ODV, realtà attiva da 14 anni sul territorio. Una serata pensata per raccontare, senza retorica, che esistono strade alternative e complementari alla cura farmacologica, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer.

A condurre l’evento sarà Elisa Palchetti, mentre il palco vedrà alternarsi tre scuole di danza: All Dance StudioASD Pas De Qua e Artificio Ostiense. Stili diversi, linguaggi lontani solo in apparenza, uniti da un obiettivo comune.

Hip hop, flamenco, tango e contemporaneo: quando il movimento diventa terapia

Durante la serata si susseguiranno esibizioni di hip hopflamencodanza contemporaneasalsatango argentino e reggaeton. Non una semplice rassegna di spettacolo, ma un racconto fisico e visivo di come il movimento, la musica e il ritmo possano attivare risorse spesso ancora intatte, anche quando la memoria vacilla. La danza, in questo contesto, diventa uno strumento terapeutico non farmacologico, riconosciuto dalla comunità scientifica per i benefici che apporta sul piano motoriocognitivosociale ed emotivo.

Dietro Dance for Alzheimer c’è una storia personale che diventa impegno collettivo. L’Associazione Amici Alzheimer nasce dall’esperienza di Claudia Martucci, la diagnosi di Alzheimer al padre, arrivata in modo precoce, quando aveva solo 50 anni. Da lì, la scelta di trasformare il dolore in azione concreta. Oggi l’associazione porta avanti numerosi progetti autofinanziati, offrendo supporto quotidiano alle famiglie e promuovendo una cultura della cura che va oltre la sola dimensione clinica.

Danza e terapie non farmacologiche: cosa dice la scienza

La prima edizione di Dance for Alzheimer nasce l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle terapie non farmacologiche, oggi scientificamente riconosciute come strumenti capaci di migliorare la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer. «La danza è uno strumento potentissimo – spiega Claudia Martucci, presidente dell’associazione – perché coinvolge simultaneamente funzioni motoriecognitivesociali ed emozionali». Un approccio che guarda oltre la singola terapia. «Se è vero che oggi non esiste una cura in grado di arrestare l’esordio dell’Alzheimer o bloccarne il decorso, è altrettanto vero che la ricerca ha chiarito l’importanza di un approccio olistico integrato, che consideri la persona nella sua interezza, lavorando sul benessere globale e non solo sui sintomi».

Un ringraziamento va a Filippo Lange, Direttore del Teatro del Lido per la messa in palio di alcuni biglietti teatrali e a Francesca Piggianelli, presidente di Romarteventi, per il supporto della comunicazione. Dance for Alzheimer nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, informare e rompere lo stigma che ancora circonda la malattia. Lo fa scegliendo un linguaggio diretto, accessibile, lontano dalla pietà e vicino alla vita reale. Perché anche quando la memoria si sfalda, il corpo continua a parlare. E, a volte, sa ancora danzare.