Dieci milioni gli italiani contagiati sinora. Oggi 138mila casi e 227 decessi

bambino gesù Covid

Sono 138.860 i nuovi casi positivi al Covid nel Paese, 227 i decessi. E’ quanto emerge dal report quotidiano sulla gestione del coronavirus pubblicato sul sito del ministero della Salute. Tornano ad aumentare i ricoveri: sono 19.627 i ricoverati con sintomi (+185) e 1.685 i pazienti in terapia intensiva (+9), con 132 ingressi nelle ultime 24 ore. Sono stati effettuati 933.384 tamponi per un tasso di positività che scende al 14,87%. Si contano, infine, 131.303 nuovi guariti, che portano il totale a oltre 7 milioni da inizio pandemia (7.045.249). Sono 2.734.906 le persone attualmente positive in Italia. Sono quasi dieci milioni gli italiani contagiati dal covid da inizio pandemia. Con l’incremento di 138.860 casi di oggi, infatti, il totale sale a 9.923.678, secondo i dati del ministero della Salute.

Nel Lazio scendono contagi e decessi. Stabili i ricoveri

“Oggi nel Lazio su 20.685 tamponi molecolari e 67.410 tamponi antigenici per un totale di 88.095 tamponi, si registrano 12.651 nuovi casi positivi (-2.170), sono 8 i decessi (-5), 2.019 i ricoverati (+74), 207 le terapie intensive (+1) e +6.027 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 14,3%. I casi a Roma città sono a quota 6.473″. Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Sono 271.243 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 2.019 ricoverati, 207 in terapia intensiva (+1) e 269.017 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 505.221 e i morti 9.633 su un totale di 786.105 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

Sileri: necessario un alleggerimento delle misure

”Anche da noi nei prossimi giorni oltre il calo dei contagi, ormai abbiamo una stabilizzazione, calerà il numero dei ricoverati e dei decessi”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ospite di Domenica in su RaiUno. ”E’ necessario un alleggerimento” sulle misure ma ”bisogna farlo nel momento opportuno. Occorre fare una programmazione in base ai dati. Non è una cosa che può essere fatta questa settimana ma forse in una decade da oggi probabilmente sì perché i casi caleranno”. Lo ha aggiunto Sileri. Bisogna ”passare dall’emergenza ad un trattamento ordinario di una patologia che è entrata prepotentemente nei libri di medicina”.