Discarica ad Albano, sui rifiuti continua lo scontro tra la Raggi e il comune della Città metropolitana


Continua la guerra sui rifiuti. Tra la sindaca Raggi e l’amministrazione di Albano Laziale. Il comune di 35 mila abitanti sulla via Appia che sarebbe destinato ad accogliere una parte significativa dei rifiuti di Roma. In virtù dell’ordinanza che stanno preparando gli uffici del Campidoglio, e che la stessa sindaca dovrebbe firmare a breve. La scelta sarebbe dettata dall’urgenza. E dal rischio sanitario per la Capitale. Con la spazzatura in strada, e temperature superiori ai 30 gradi. Difficile trovare soluzioni, dopo la chiusura della discarica di Roccasecca. E il parziale sequestro di Rocca Cencia. Insomma, mancano impianti e discariche, e anche il sito di Civitavecchia sta per esaurirsi. Così, tra le accuse incrociate di Comune e Regione, si è arrivati al tavolo ministeriale di qualche giorno addietro. Dove l’unica soluzione prospettata sarebbe stata quella della riapertura dell’impianto di Albano. Chiuso dal 2016, a causa di un incendio. E in teoria autorizzato fino al 2024. Con una capacità residua di circa 240 mila tonnellate di immondizia. Ma ovviamente il sindaco Borrelli e gli abitanti del comune castellano non ne vogliono sapere. Così ieri tutto il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno, per dire no alla riapertura. Che in realtà dovrebbe essere temporanea, per soli quattro mesi. Ma che in assenza di novità, tutti temono possa diventare definitiva. Almeno per i prossimi i tre anni, fino alla scadenza della autorizzazione regionale.

Raggi, i rifiuti di Roma andranno ad Albano. Ma il sindaco Borrelli minaccia le barricate

La discarica troppo vicina a case e ospedali. Albano fa le barricate contro i rifiuti di Roma

Una scelta a difesa “della tutela dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente e per scongiurare eventuali rischi sanitari”. Tenuto conto che la discarica di Albano, si legge nel documento approvato, “è a una distanza certamente inferiore ai 200 metri rispetto ai centri abitati di Cancelleria (Albano Laziale) e Villaggio Ardeatino (Ardea)”. Vicino anche ad importanti strutture ospedaliere. E’ il primo atto delle “barricate” annunciate dal primo cittadino di Albano, Massimiliano Borelli, contro la scelta della Raggi.

Ma la sindaca tira dritto, forte anche dell’assist del Ministero della transizione ecologica. Che ha confermato che sussistono “situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente” per poter utilizzare il meccanismo dell’ordinanza. Raggi dunque può firmare per mandare i rifiuti di Roma ad Albano. Almeno per quattro mesi circa, dopodichè sarà necessaria la convalida della Regione. Lo spiega il consigliere ex M5s, ora ai Verdi, Marco Cacciatore: “La sua ordinanza dura 120 giorni. Dopo i quali è la Regione a dover avallare lo scenario impiantistico che si viene a creare. In questo il Piano Rifiuti del Lazio indica la direzione da seguire nella gestione del ciclo. Che è la stessa sia in una situazione ordinaria che in una situazione emergenziale. Non  fosse altro per il fatto che quel piano recepisce principi di legge di ormai decennale memoria”. In ogni caso, se ordinanza sarà, appare più che scontato il ricorso al TAR per la richiesta di sospensiva. E allora la patata bollente passerà direttamente ai giudici amministrativi.

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