Dopo le polemiche a Ostia, Suburraeterna si sposta a Roma: set della serie Netflix per 10 giorni a Monteverde

Suburraeterna, la locandina

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Roma, da domani 8 gennaio e fino al 17 gennaio la macchina produttiva di Suburraeterna si piazza a Monteverde, con base operativa in Largo dei Langosco. È qui che approdano i mezzi tecnici e, con loro, l’inevitabile “effetto set”: operatori, generatori, camion, transenne mobili e tempi di lavorazione che cambiano il ritmo del quartiere. Non è una comparsa mordi-e-fuggi: parliamo di dieci giorni pieni nel cuore del Municipio XII.

Cosa cambia per residenti e automobilisti

Tradotto in pratica: in quei giorni, l’area attorno a Largo dei Langosco diventa una piccola cittadella del cinema. Il provvedimento riguarda soprattutto la sosta: spazio riservato ai mezzi della troupe e divieti per le auto “normali”, con controlli e possibili rimozioni. Non è solo un tema da addetti ai lavori: chi vive la zona sa che basta un set per spostare abitudini, parcheggi, consegne, perfino i percorsi a piedi. La buona notizia? Monteverde, con le sue strade più “regolari” rispetto ad altre zone centrali, regge meglio l’urto.

Dal litorale a Roma: il viaggio delle riprese

Il trasloco a Monteverde è l’ultima tappa di un percorso che, in questi mesi, ha oscillato tra Roma e litorale. L’universo Suburra è nato e cresciuto anche sulle coste: Ostia è diventata simbolo narrativo, scenografico e – come si è visto – politico. E Torvaianica è entrata nel racconto “reale” delle riprese: una nuova tappa che conferma la scelta di mescolare paesaggi di confine e quartieri vissuti, facendo della geografia un personaggio aggiunto.

I manifesti “Ed è subito Suburra”: la polemica che brucia ancora

È impossibile parlare di set senza ricordare la miccia dei cartelloni comparsi a Roma: lo slogan “Perdi la fermata, finisci a Ostia… Ed è subito Suburra” ha scatenato proteste e, alla fine, Netflix ha ritirato la campagna dopo la presa di posizione del Campidoglio. Il punto, riassunto in modo netto dal sindaco, era chiaro: Ostia non può essere ridotta a una battuta. Da lì, una scia di reazioni tra associazioni di categoria e residenti, con la richiesta – semplice – di non trasformare un territorio in etichetta permanente.

Suburraeterna 2: cosa sappiamo davvero della nuova stagione

Sul fronte serie, i fatti solidi sono questi: Suburræterna è il “nuovo capitolo” dell’universo Suburra e su Netflix la prima stagione si muove su otto episodi, con volti riconoscibili del franchise e nuovi innesti pensati per rilanciare la storia. Per la seconda stagione la lavorazione è ampia e attraversa l’inverno: riprese avviate in autunno e operative fino a fine febbraio. Insomma, non un ritorno “di routine”, ma una produzione che punta a rimettere Roma – e i suoi bordi – al centro di una narrazione che continua a dividere e attrarre.

Perché Monteverde: una “Roma diversa” entra nell’immaginario Suburra

Monteverde non è solo una scelta logistica: è anche un cambio di atmosfera. Se Ostia e dintorni portano con sé mare, confine, periferia e potere “di costa”, Monteverde è Roma residenziale, verde, di passaggio tra Gianicolense e grandi parchi. Qui la città ha un altro ritmo, più quotidiano, più domestico. Ed è proprio questo che può funzionare in Suburraeterna: il contrasto tra facciate rispettabili e retroscena torbidi, tra strade tranquille e improvvise accelerazioni narrative.

Analisi: il prezzo (e il valore) di trasformare i quartieri in “brand”

Qui sta il nodo: Suburra ha avuto il merito di esportare una Roma nerissima e magnetica, ma ogni volta che quel marchio tocca un territorio reale si riaccende la domanda: racconto o etichetta? La polemica dei manifesti lo ha mostrato senza filtri: non si discute la libertà creativa, si discute l’effetto collaterale quando la fiction diventa scorciatoia comunicativa. E adesso che le telecamere arrivano a Monteverde, la partita si sposta: meno stigma “storico” e più curiosità, ma la stessa domanda resta lì, pronta al prossimo ciak.