Draghi annuncia: “Gas dall’Algeria!” Ma l’azienda è al 50% russa: viene sempre da Putin ma a prezzo maggiorato

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“Gazprom è pronta a pompare tutto il gas necessario”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin aggiungendo che “Gazprom ha sempre adempiuto e intende adempiere a tutti i suoi obblighi”. Questo dovrebbe fugare la campagna contraddittoria della Ue sull’inverno al freddo. Anzi, per la Ue al freddo ci staranno solo i Paesi che non dimostreranno di aver fatto tutto il possibile per andare contro la Russia… Quanto alle fonti di gas alternative a Mosca, il progetto è nato morto. A parte Paesi africani instabili e inaffidabili con cui Di Maio ha fatto “accordi” e il cui governo potrebbe cambiare da un giorno all’altro, rimane solo l’Algeria. Eni comunica di avere firmato con Sonatrach, Oxy e TotalEnergies un nuovo contratto in Algeria. Notizia rilanciata dai giornaloni governativi in Italia.

Compriamo il gas sempre da Putin, ma a prezzo maggiorato

Come sottolinea l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, “con questo nuovo contratto saranno messi a disposizione per l’export e per il mercato domestico ulteriori volumi di gas, coerentemente con l’impegno di Eni per la transizione energetica. L’accordo evidenzia inoltre l’importanza della partnership strategica con Sonatrach, finalizzata a investimenti a lungo termine in Algeria per massimizzare il valore degli asset”. Quello che Descalzi non sottolinea è che la compagnia algerina in questione di per metà di proprietà della russa Gazprom. Per cui lo compreremo sempre da Putin, cosa che non volevamo fare, solo che pagheremo molto di più perché il prezzo è maggiorato. Insomma, un altro capolavoro del “governo dei migliori” (e dei manager di Stato).

Come mai l’Italia ha quadruplicato le esportazioni di gas?

Ma c’è di peggio. Sembra che noi malgrado la crisi e le minacce di un inverno al freddo, il gas lo esportiamo, altro che stoccarlo. Lo afferma la Lega che bene o male è un partito di governo. “Ci dicono che il rigassificatore a Piombino è necessario per scongiurare il rischio di passare un inverno al freddo. Ma sappiamo che l’impianto non sarà attivo prima della primavera prossima. Ci dicono che il Paese non può fare a meno della nave nel porto perché la soluzione è più immediata. Ma nel frattempo, da gennaio a maggio, l’Italia ha aumentato le esportazioni di gas del 476,6%, passando dai 254 milioni di standard metri cubi dei primi cinque mesi dell’anno scorso ai 1467 di quest’anno. In pratica, un miliardo di metri cubi in più. Se restiamo al solo mese di maggio dai 33 milioni di metri cubi del 2021 ai 257 del 2022.

Se abbiamo paura di rimanere senza gas perché lo vandiamo?

Quindi alimentano lo spauracchio della carenza di gas, ma contemporaneamente lo vendono ad altri Paesi europei. C’è qualcosa che non torna”. Così il consigliere della Lega in Regione Toscana Marco Landi illustrando il bilancio del gas naturale del Dipartimento Energia – Dgis del Ministero della Transizione ecologica. “Dall’inizio dell’anno l’Italia ha ridotto la produzione nazionale del 4% e aumentato le importazioni del 2,3%. Per il rigassificatore di Livorno c’è un aumento dell’import del 69,4% da gennaio, ma un calo del 58,4% nel mese di maggio, mentre l’impennata si registra con le forniture dal nord Europa. Un quadro che non fa che alimentare confusione. Se abbiamo timore che manchi il gas per l’inverno perché lo vendiamo? Siamo ai vertici europei della capacità di stoccaggio, possibile che siano già pieni?

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