Dramma della solitudine a Roma: “Sono rimasta sola, qualcuno vuole prendere un caffè con me?”, due settimane dopo precipita dal 7° piano e muore

viale Marconi

Tragedia ieri pomeriggio a Roma, dove una donna di 65 anni è precipitata dal terrazzo condominiale della palazzina dove abitava. Un volo che non le ha lasciato scampo: la donna è morta, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori. Ma a colpire, oltre alla tragedia, sono le parole che aveva affidato ai social pochi giorni prima. Un messaggio semplice, scritto in un gruppo del quartiere, che oggi assume il peso di un grido rimasto senza risposta.

La tragedia in viale Marconi

Il dramma si è consumato intorno alle 17 di domenica 26 luglio in viale Guglielmo Marconi, all’altezza del civico 171. Secondo quanto ricostruito, la 65enne, che abitava al quarto piano, sarebbe salita fino al terrazzo condominiale del settimo piano, da dove è precipitata nel cortile interno dello stabile. L’impatto è stato devastante. I residenti hanno immediatamente lanciato l’allarme chiamando il Numero Unico per le Emergenze. In pochi minuti sono arrivati gli operatori dell’Ares 118, ma per la donna non c’era ormai più nulla da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del Reparto Volanti e del Commissariato San Paolo, che hanno transennato l’area e avviato tutti gli accertamenti necessari. I poliziotti hanno effettuato i rilievi sia nel cortile condominiale sia sul terrazzo da cui la donna è precipitata, per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire ogni circostanza.

Quel post sulla solitudine che oggi commuove il quartiere

A rendere ancora più dolorosa questa vicenda è un post pubblicato dalla donna pochi giorni prima in un gruppo Facebook del quartiere. Erano parole semplici, prive di rabbia o recriminazioni. Solo il desiderio di trovare qualcuno con cui condividere qualche ora, una passeggiata, una chiacchierata, un gelato. «Buongiorno carissimo gruppo, per varie ragioni sono rimasta sola e ho dentro tanta solitudine, c’è per caso qualcuno solo, sola come me per fare amicizia e fare passeggiate, prenderci un gelato o fare quattro chiacchiere? Sono una signora sulla sessantina, grazie in anticipo a chi mi risponderà. Un carissimo abbraccio».

Un messaggio che aveva suscitato numerose risposte e parole di incoraggiamento da parte di altri utenti del quartiere. Oggi, però, quelle righe vengono rilette con un significato completamente diverso. Sarà l’attività investigativa a chiarire ogni aspetto della vicenda.

Resta il fatto che quel post, pubblicato solo pochi giorni prima della tragedia, raccontava una condizione di profonda solitudine. Una richiesta di compagnia, di ascolto, di normalità che oggi lascia un senso di amarezza in chi l’aveva letta e in chi la scopre soltanto adesso.