Dybala di nuovo ko: Roma col fiato sospeso cambia tutto, tra campo e mercato
Roma, la notizia non arriva da Trigoria, ma da una clinica: Paulo Dybala si ferma ancora. Stavolta non è una semplice gestione, né un fastidio “da monitorare”. Gli esami parlano chiaro: edema con infiammazione della capsula articolare laterale del ginocchio, lo stesso problema che lo aveva frenato contro il Milan e costretto al forfait contro il Panathinaikos. Lo stop stimato è di due settimane, con un rientro che, salvo sorprese, slitta non prima di Napoli il 15 febbraio.
Due settimane che pesano come un macigno
Il calendario non fa sconti: Dybala salterà Udinese e Cagliari, lasciando la Roma senza il suo riferimento tecnico proprio mentre l’intesa con Malen sembrava pronta a trasformarsi in automatismo. Perché Dybala non è “solo” talento: è la struttura invisibile che tiene insieme rifinitura, tempi di gioco e scelta dell’ultimo passaggio. Senza la Joya, ogni possesso rischia di diventare più prevedibile, ogni transizione più povera di idee, ogni partita più lunga da decifrare.
Gasperini costretto a riscrivere la Roma: e il mercato trema
L’infortunio dell’argentino rimbalza immediatamente sul mercato, perché gennaio doveva servire a completare la rosa e invece riapre priorità e urgenze. A Trigoria la linea è chiara: un ultimo rinforzo offensivo, possibilmente un esterno di sinistra capace di strappo, imprevedibilità e gol. L’obiettivo non è un nome da copertina, ma un profilo che regga l’intensità e sostenga il sistema: allargare il campo, creare superiorità, obbligare le difese ad abbassarsi.
Il muro dei costi: Nkunku e la realtà di cifre “fuori scala”
Qui arriva la frizione tra desiderio e sostenibilità. La pista Christopher Nkunku si complica fino quasi a spegnersi: il Milan, nonostante la chiusura per Mateta, non apre al prestito e per il cartellino chiede 35 milioni. Anche l’opzione di un prestito “secco” finisce su un binario morto: 10 milioni lordi per sei mesi sono una cifra che, in una finestra di riparazione, ha il sapore di un investimento strutturale. Troppo, forse: e soprattutto troppo legato a un’emergenza.
Sulemana sfuma, le alternative stringono: e intanto si aspetta Dybala
L’altra idea concreta, Ibrahim Sulemana, è tramontata: dopo l’uscita di Lookman (salvo complicazioni finanziarie del Fenerbahce), l’Atalanta ha chiuso le porte alle cessioni e ha blindato l’esterno ghanese. A quel punto lo scenario diventa più “da ultimo giorno”: la Roma potrebbe chiudere così, con Malen e Robinio Vaz, e con la permanenza di Ferguson ancora alle prese col problema muscolare. Nel frattempo, una buona notizia: Mario Hermoso ha svolto l’intero allenamento col gruppo e sarà a disposizione per Udine.
Il vero spartiacque resta uno solo
Tutto, però, torna lì: Dybala. Perché il mercato può aggiustare contorni e rotazioni, ma il cuore tecnico della Roma, oggi, ha il suo nome. La sensazione è che la stagione stia entrando in una fase in cui ogni dettaglio pesa: due settimane possono sembrare poco, ma senza la Joya rischiano di diventare una prova di maturità. E un messaggio al campionato: la Roma, adesso, deve dimostrare di saper reggere anche quando il suo faro si spegne.