È morto Antonio Inoki, leggenda del wrestling e star dei cartoon dell’Uomo Tigre (video)

Antonio Inoki

Una vita tra le corde di un ring e la politica. Giappone e in generale mondo del wrestling in lutto per la morte del leggendario Antonio Inoki (il suo vero nome era Kanji Inoki), lottatore nipponico (con la cittadinanza brasiliana) deceduto all’età di 79 anni. Ad annunciarne il decesso i media giapponesi. E’ stato uno dei pionieri dell’attuale wrestrling, molto amato in Asia, ma conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Il suo personaggio è stato anche tra i protagonisti dell'”Uomo Tigre”, cartone animato seguito da adolescenti e ragazzi di diverse generazioni. Storico il suo incontro-esibizione con la leggenda del pugilato, Muhammad Ali, affrontato nel 1976 a Tokyo in quella che fu definita la “lotta del secolo”. Tra i suoi incontri leggendari spiccano anche la vittoria su Andre The Giant alla sconfitta (con infortunio) contro Hulk Hogan, dai colpi sotto i quali è crollato The Great Antonio in una sfida surreale fino ad arrivare all’incontro con Ric Flair, nell’evento di wrestling più seguito di sempre con 190 mila spettatori, a Pyongyang nel 1995.

Antonio Inoki lottò fino alla fine degli anni Ottanta, negli anni successivi salì ancora sul ring per qualche esibizione, ma intanto aveva già iniziato una nuova carriera, quella politica.

Antonio Inoki e la carriera politica

Tra il 1989 e il 1995 diventerà senatore, venendo eletto col Partito dello Sport e della Pace, di cui lui stesso è fondatore. È in questo periodo che durante un viaggio in Iraq si converte all’Islam sciita, cambiando poi nome in Muhammad Hussain Inoki ma definendosi anche buddista. Chiusa la parentesi politica, si è dedicato a quella diplomatica. In precedenza aveva già incontrato Saddam Hussein per trattare il rilascio di alcuni prigionieri durante la Guerra del Golfo, più di recente si è impegnato per migliorare le relazioni con le due Coree. Nel 2013 è stato anche rieletto con la stessa carica nella Dieta Nazionale, il parlamento giapponese, ma col Partito della Restaurazione. Negli anni scorsi sembrava pronto a candidarsi come governatore a Tokyo, un’idea che non ha mai preso forma anche a causa delle precarie condizioni di salute.

 

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